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FORMAZZA - 04-06-2020 -- Quattromila metri cubi

di neve conservati sotto teli geotermici, all'inizio dell'autunno daranno vita a due chilometri di pista. Abbastanza da fare la felicità degli atleti degli sci "stretti" che salgono in quota per primi i rifinimenti stagionali. Lo scopo? "Affermare il grande potenziale che Formazza ha per lo sci di fondo - spiega Gianluca Barp, gestore del Centro Fondo di Riale ed albergatore-. E' vero è uno sport di nicchia e non avremo i grandi numeri di altre rinomate località, ma siamo consapevoli che Riale è un luogo come pochi". La fortuna è trovarsi a quei 1800metri di quota che fanno della pista di Formazza una delle più alte d'Italia, con un innevamento precoce e abbondante che da anni richiama atleti di svariate squadre nazionali per i loro allenamenti. Da qui l'anno scorso il primo esperimento di conservazione della neve sotto uno strato di biomassa, quello che in gergo è detto cippato: "Dovevamo capire se c'era l'interesse degli sciatori - prosegue Barp - dove anticipare la stagione degli allenamenti a ottobre o novembre per alcuni può essere importante, può magari significare avere un posto in squadra nazionale. Alla fortuna di avere la neve anticipatamente a Riale aggiungiamo un buon impianto d'innevamento artificiale, che quest'anno sarà potenziato con altri tre cannoni. La snow farm ci farà dire vada come vada, noi la neve ce l'abbiamo. Certo - prosegue l'artefice dell'iniziativa - non potremmo coprire 10 chilometri di pista, ma i due che riusciremo a realizzare saranno sufficienti per le esigenze degli sci club e gli sportivi". In Formazza hanno preso spunto da iniziative analoghe già adottate in altre località dove si adoperano i teli geotermici per preservare piccoli fazzoletti di pista, ghiacciai, scampoli di collegamento tra impianti e piste. Così a Zermatt, Presolana, Cervinia, Livigno, Davos tanto per elencarne alcune. "Se vogliamo dirla tutta il principio è quello delle ghiacciaie, che sulle Alpi si realizzano da sempre" chiosa il gestore del Centro Fondo, spiegando che anche l'esperienza di quest'anno deve considerarsi ancora non definitiva e necessaria di una messa a punto. "Servono investimenti ed esperienza - conclude Barp - ma sullo sci di Fondo possiamo dire la nostra".

Antonella Durazzo