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DOMODOSSOLA- 11-07-2020-- I Carabinieri della Compagnia di Domodossola, hanno denunciato un 56enne, perché ritenuto responsabile di produzione e detenzione di stupefacenti.

L’inizio del periodo della villeggiatura ed il maggior afflusso di persone nelle zone montane, conseguente anche alla possibilità di effettuare spostamenti dopo le forti limitazioni imposte dal contagio da “Covid-19”, hanno segnato la nuova intensificazione delle attività di prevenzione lungo strade del territorio che conducono ai centri di soggiorno estivo, ma anche alla prevenzione generale e dello spaccio di droga, che proprio a causa dello stop ha fortemente limitato gli spostamenti determinando un aumento della produzione “in proprio”.

Le condizioni metereologiche che hanno interessato, nelle ultime settimane, le zone alpine, hanno favorito la crescita di tutta la vegetazione e la flora, riflessione che deve aver fatto anche un 56enne, da tempo domiciliato nel territorio ossolano, spingendolo a dedicarsi in “quota” alla sua particolare passione per la produzione “fai da te” e la speciale coltivazione di piante di “cannabis”.

Il bel tempo di questo inizio d’estate ha sicuramente contribuito a migliorare i risultati del suo lavoro, ma la soddisfazione non ce l’ha fatta ad arrivare prima dei Carabinieri.

L’attività investigativa, effettuata dai militari del capitano Davide Lazzaro attraverso il costante monitoraggio dell’ambiente locale dei consumatori abituali, ha evidenziato un incremento della disponibilità di marijuana, verosimilmente proveniente da piccoli spacciatori dediti alla coltivazione “locale” domesi. La successiva attività di osservazione nei luoghi sottoposti ad attenzione ha presto dato i suoi frutti. Infatti, i Carabinieri hanno notato che presso l’abitazione di montagna, in una baita in zona soleggiata, venivano coltivate piante di cannabis nascoste alla vista da erbe aromatiche e da fiori. La successiva perquisizione della casa e nel terreno adiacente consentiva di rinvenire: 65 piante di “cannabis” di un’altezza variabile tra i 15 centimetri e il metro e ottanta (1.80 mt), quest’ultime ormai a maturazione e pronte per l’essicazione ed il successivo utilizzo o smercio al dettaglio.

I militari, quindi, procedevano a deferire in stato di libertà per produzione e detenzione di stupefacenti il 56enne, già gravato in passato da simili pregiudizi penali, e contestualmente a sequestrare le piante con lo stupefacente “in fiore”.