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FORMAZZA - 12-06-2019 - I rilievi effettuati con l'elicottero

hanno confermato ciò che i geologi e i tecnici della Regione hanno ipotizzato dalla prima ora: le forti piogge hanno movimentato i detriti sulla conoide della frana del 2009, "fluidificando" una grossa quantità di materiale (terra e roccia) che s'è poi riversata a valle, lambendo le abitazioni della frazione Valdo di Formazza. "Fino alla normalizzazione non è possibile far rientrare le persone evacuate (una ventina ndr)", né dare il via libera per i condomini (liberi perchè ad uso turistico) minacciati dallo smottamento. Lo spiega la sindaca di Formazza, Bruna Papa, che parla di valutazioni ancora in corso relativamente alle tempistiche. Due le linee di azione sulla frana caduta nella notte tra lunedì e martedì: la prima è la somma urgenza, "lavorare alacremente, bene e in fretta per restituire sicurezza all'abitato", la seconda riguarda una messa in sicurezza definitiva: "Un lavoro impegnativo e costoso per il quale abbiamo già attivato le richieste alla Regione e agli organismi competenti e che è ancora tutto da valutare", conferma Papa. La grande quantità di materiale smosso dalle precipitazioni è il nodo centrale della questione: la gran parte s'è fermato nel vallone  costruito dopo la frana del 2009, solo in parte trasbordando verso le case, e una piccola parte ancora è giunto fino alla strada statale. Statale 659 che resta chiusa, ma che potrà riaprire a breve, non appena sarà sgombrato il materiale e Anas concederà il via libera. La strada comunale, intanto, continuerà a servire Reale e le frazioni più alte. Al lavoro anche la protezione civile del VCO, con circa 20 volontari che stanno operando per la rimozione di fango e detriti. Nell'operazione sono impegnati 2 Bobcat, 2 pompe da fango, 2 moduli per lavaggio strade.