• Stampa

giunta vb 2019

VERBANIA – 17.06.2019 – Sette assessori

di cui sei nuovi e alla loro prima esperienza amministrativa; più uomini (5) che donne (3 compreso il sindaco) ma pur sempre nel rispetto delle quote “rosa”; una squadra con l’età media di 49 anni e 43 di differenza tra il più e il meno anziano anagraficamente. È questa la composizione della giunta comunale di Verbania che oggi, otto giorni dopo il ballottaggio, il sindaco Silvia Marchionini ha ufficialmente incaricato, insediato e presentato alla stampa.

Dell’esecutivo che ha governato la città negli ultimi anni è rimasta solo Marinella Franzetti. Sessantasei anni, proveniente dal mondo del volontariato sociale, è stata confermata vicesindaco conservando le deleghe dei Servizi alla persona: Politiche sociali, Politiche della casa, Farmacia, Welfare sociale, Rapporti con i cittadini. Franzetti è uno dei cinque rappresentanti del Pd, il partito del primo cittadino che la fa da padrone nella composizione della giunta, che vede 5 dem presenti, tutti peraltro eletti in Consiglio comunale (cui rinunceranno, naturalmente) e con anche un considerevole numero di preferenze. Come Anna Bozzuto, 50 anni, funzionario di banca, consigliere uscente e presidente della Commissione Finanze, cui va il settore economico-finanziario, lo stesso che il compianto padre Franco, già preside dell’Istituto Cobianchi, resse nelle giunte Reschigna e Zanotti, per due mandati consecutivi e nove anni: dal 1995 al 2004. E come Riccardo Brezza, 28 anni, ex segretario cittadino, ex vicepresidente della Provincia, che si occuperà di Cultura, Pubblica istruzione, Politiche giovanili, Pari opportunità, Università ma anche di Società partecipate. È giovane anche Nicolò Scalfi, 37 anni, attuale segretario cittadino del Pd e consigliere uscente, già atleta canoista delle Fiamme Gialle. A lui Marchionini ha affidato i Lavori pubblici, il Decoro urbano, i Servizi cimiteriali, i Rapporti con i quartieri. A 71 anni assume per la prima volta un incarico pubblico nell’Amministrazione Giovanni Battista Margaroli, ingegnere e imprenditore oggi in pensione, impegnato nel mondo della cultura con LetterAltura e nel Museo del Paesaggio. Sarà assessore a Programmazione territoriale, Urbanistica, Edilizia privata, Innovazione tecnologica, Demanio idrico e lacuale.

Al di fuori del Pd in giunta, anch’egli eletto come candidato sindaco entrato in coalizione dopo l’apparentamento della sua lista Comunità.vb, c’è anche Patrich Rabaini. Avvocato penalista, 51 anni, ex agonista di atletica e appassionato di ciclismo, curerà Polizia municipale, Viabilità e aree di sosta, Protezione civile ma anche Sport e la nuova delega Prevenzione della corruzione e trasparenza.

È civico anche Giorgio Comoli, vigile del fuoco di 48 anni non eletto nella civica Verbania Viva ma promosso nell’esecutivo proprio come rappresentante di quella componente di coalizione con deleghe Attività produttive, Commercio, Ambiente e Verde pubblico, Trasporti e Volontariato.

Il sindaco ha tenuto per sé Affari generali, Lavoro, Personale, Turismo, Avvocatura civica e Sanità, delega che non ha uno sbocco pratico in un comune ma che testimonia l’impegno in difesa dell’ospedale “Castelli”.

Completato il puzzle della giunta, che si riunirà per la prima volta giovedì, resta da stabilire chi sarà il presidente del Consiglio comunale, da eleggere nella seduta di insediamento –che potrebbe essere mercoledì 26. Marchionini e il segretario provinciale del Pd Giuseppe Grieco, in ragione del ridottissimo margine di voti che ha visto sconfitto il centrodestra di Giandomenico Albertella, ha offerto a quest’ultimo la presidenza. È una proposta fatta secondo uno spirito collaborativo, aperta al leader della coalizione che ha perso per meno di duecento voti e, qualora rinunciasse, trasferibile eventualmente a un alto profilo come l’ex senatore Silvano Boroli, eletto nella civica di Insieme per Verbania. Al momento non paiono essere in lizza altri consiglieri di minoranza ed è altamente improbabile che i partiti monogruppo (M5S, Fratelli d’Italia, Forza Italia, rispettivamente con Roberto Campana, Damiano Colombo e Mirella Cristina) rinuncino alla propria attività politica a Palazzo Flaim per vestire un ruolo, ancorché prestigioso e che comporta l’indennità di un assessore, terzo e super partes, che li toglierebbe di fatto dal dibattito.