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VERBANIA - 12.07.2019 - Il Verbano maglia nera

dei laghi italiani per l'inquinamento da microplastica. E' questo il dato che emerge dalle analisi effettuate nei giorni scorsi dalla Goletta dei laghi di Legambiente nelle acque dei laghi Maggiore e d'Orta. A rivelarlo è stato Simone Nuglio, responsabile della Goletta, che ha spiegato come vi siano 100.000 particelle di plastica per chilometro quadrato, più che in ogni altro bacino italiano. I dati microbiologici mostrano, invece, come ben tre punti sul Maggiore monitorati quest’anno siano risultati fortemente inquinati: due ad Arona (la foce del torrente Vevera e lo sfioratore del rio San Luigi); uno a Dormelletto, sulla foce del rio Arlasca. Sono risultati entro i limiti, invece, i due siti esaminati sul lago d’Orta: lo sfioratore a lago in località Pascolo di San Maurizio d’Opaglio e la foce del Rio Carboniglio ad Oira di Nonio.

I risultati sono stati presentati ieri mattina nella sala convegni dell'Unione industriale del Vco, alla presenza anche delle istituzioni locali: il vicepresidente della Provincia Rino Porini, il consigliere provinciale novarese Monia Mazza, il sindaco di Verbania Silvia Marchionini e il presidente dei Giovani imprenditori Matteo Cavagnino, la giornata è entrata nel vivo grazie alle parole di Massimiliano Caligara, presidente del circolo di Legambiente “gli Amici del lago” di Arona, che ha rimarcato come la scelta di tenere la presentazione nella sede dell'associazione degli industriali dimostri come impresa e salvaguardia dell’ambiente siano valori che possono convivere. 

Durante la tavola rotonda tenutasi dopo la presentazione c'è stato spazio per approfondire le possibile sinergie pubblico-privato al fine di migliorare la salvaguardia ambientale, portando l'esempio di aziende come Novamont e Tecnogalvano, che hanno mostrato alcuni materiali o processi innovativi per diminuire gli inquinanti nelle lavorazioni o nell’ambiente.

Samuel Piana