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    tribunale11

    VERBANIA – 17.08.2019 – Vengono da Verbania

    e dintorni, Domo, Stresa, Cannobio, dal lago d’Orta e anche da Milano e dell’Astigiano. Sono animalisti, attivisti, membri dell’associazione Amici degli animali e non. Ma, soprattutto, sono commentatori da social network che, per i giudizi espressi su Facebook, sono stati raggiunti da un decreto penale di condanna. Sono 25, 18 donne e 7 uomini di età compresa tra i 26 e i 74 anni, coloro che il gip del Tribunale di Verbania ha ritenuto responsabili di diffamazione aggravata in concorso ai danni della titolare della clinica veterinaria convenzionata con il canile verbanese. Tra il dicembre del 2014 e il marzo del 2016 hanno pubblicato decine di commenti che criticavano aspramente l’attività professionale della veterinaria –una l’ha definita “clinica degli orrori”– ma anche l’operato del Comune (era il periodo dell’affidamento contestato ad Adigest e della prima gara vinta da una cooperativa e annullata dal Tar) con termini quali “schifo, schifo, schifo”, “mafiosi”, “idiota”, “stronzi”, “bastardi maledetti”. Il riferimento era anche al decesso di un cane ospite della struttura ricondotto, secondo loro, all’operato della professionista. Che è stata invitata –al pari dei funzionari comunali– ad andare “tutti in chemio”, a finire “appesi a testa giù in piazza”, “da rinchiudere in gabbia”.

    Ventidue imputati sono stati condannati a pagare 500 euro di multa. Per gli altri tre, che hanno precedenti e ai quali viene contestata la recidiva, la somma è di poco superiore: 750 euro. Tutti hanno diritto, ricevuto il decreto penale di condanna, di opporsi entro 15 giorni e di discutere la propria posizione in un procedimento penale, con il dibattimento o con il rito abbreviato, davanti al giudice monocratico.