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    LOCARNO – 18.08.2019 – Un palmarès che conferma

    e sottolinea la vocazione di Locarno, ovvero il senso della scoperta, del trovare nuovi percorsi, di mettere in risalto diverse forme di creatività. Infatti il Festival 2019 ha premiato con il Pardo d’Oro il commovente “Vitalina Varela”, del lusitano Pedro Costa, a cui è andato anche il riconoscimento per la miglior interpretazione femminile. Nelle parole di commiato, ieri sera del, lo storico presidente della manifestazione, Marco Solari, ha definito: “Il Ticino terrà di libertà: liberi film in libero Festival”, invitando il pubblico ad essere vigile affinché l’evento non perda la propria ragion d’essere. Pensiero ben condotto dalla nuova direttrice artistica, Lili Hinstin, che ha modellato un’edizione tutta virata allo scarto rispetto alle norme. Attitudine ben evidente nella scelta di premiare con un Pardo d’onore Manor il regista statunitense John Waters, da molti ritenuto il guru del trash e del kitch trans gender; o nelle molte pellicole e manifestazioni di contorno tutte votate alla sperimentazione.

    Per ritornare ai riconoscimenti, al solito cinematografia italiana a bocca asciutta e comunque di scarsa presenza quantitativa e qualitativa. Il Premio speciale della giuria è andato a “Height of the Wave” del coreano Park Jung-Bum. Intenso e profondo come da tradizione di quella cinematografia. Pardo per la miglior regia invece al delicato e femminile “Les Infants d’Isadora” diretto da Damien Manivel, un soave affresco di figure materne e danza. Altri temi, la condizione dei nativi brasiliani, al centro del Pardo per la miglior interpretazione maschile attribuito a Regis Myrupu, interprete di Maya da-Rin che in Piazza Grande ha ringraziato commosso Locarno poiché” Concede voce alla nostra invisibilità”.

    Altra sezione da seguire era quella dedicata ai Cineasti del Presente ove si sono messi in luce con il Pardo d’Oro “Nafi’s Father” del senegalese Mamodou Dia, un’efficace ritratto di diverse generazioni e grazie al Premio Speciale della giuria Ciné, il balcanico ed esplosivo “Ivana Cea Groaznica” della regista serba Ivana Mladenovic.

    Da ultimo l’affluenza nello splendido scenario di Piazza Grande è stata di rilievo grazie ai 9.300 spettatori dell’ultimo lavoro di Quentin Tarantino “Once upon a time… in Hollywood” (10 agosto); oltre 6.000 invece le presenze per “Diego Maradona”, pellicola di cui molto si discuterà anche da noi (15 agosto). Il 13 agosto 5.600 spettatori hanno poi seguito con trepidazione “Camille”, pellicola che narra la triste sorte di una reporter di guerra in Africa.

    L’edizione numero 73 della kermesse locarnese si terrà dal 5 al 15 agosto 2020.

    Claudio Zella Geddo