borghi parlamento pd tv

VCO- 17-09-2019- L'onorevole ossolano Enrico Borghi resta nel Partito Democratico

e non seguirà Matteo Renzi nelal suya nuova avventura. Lo spiuega in un ciomunicato stampa: "Ieri sera- così Borghi- ho avuto un confronto intenso e non banale con gli iscritti e i simpatizzanti del Pd di Verbania, ed e’ stata l’occasione nella quale manifestare il mio pensiero sulle vicende che interessano il Partito Democratico.
Sono stato molto confortato dal fatto che nessuno dei presenti è intervenuto a sostegno delle ragioni della scissione promossa da Matteo Renzi, ma al contrario sono emerse da un lato preoccupazioni e sbigottimento per una scelta che appare incomprensibile e dall’altro determinazione a procedere nella piena consapevolezza della complessità del momento.
Un partito è una esperienza collettiva per concretizzare nella Storia valori, principi e pensiero in una logica di organizzazione degli interessi in funzione del bene comune. In questa ottica, ritengo che le motivazioni che ci portarono a fondare il Partito Democratico siano ancora tutte valide, e confesso di non comprendere le motivazioni politiche e strategiche di un strappo come quello imposto.
Ho condiviso la stagione di Matteo Renzi alla guida del partito e del governo. Non ho né abiure ne’ rinnegamenti in tal senso. Ma proprio per questo, oltre che per la stima e l’amicizia per lui e per molti che in queste ore stanno decidendo di condividere un percorso di uscita dal Pd, fatico a rivedere le ragioni del riformismo, della modernizzazione del Paese e del cambiamento del sistema in un partito frutto non di una operazione sociale e culturale ma di un puro posizionamento parlamentare. Mi spiace che esperienze e potenzialità di grande valore decidano di restringersi in qualcos’altro che ricorda il PRI di La Malfa e che temo possa avere anche qualche sembianza dell’Udeur.
Le ragioni del riformismo -resto di questa opinione- si applicano e si praticano all’interno di un partito a vocazione maggioritaria socialmente e politicamente, senza imboccare la pericolosa spirale del partito personalistico, senza perdere la visione di insieme e il senso della prospettiva.
Per questo, sia pure nella complessità della vicenda, il Pd resta la mia casa ed in essa cercherò di proseguire il mio impegno politico di rappresentanza. Senza abdicare alla scomoda ma essenziale vocazione a non essere “ragazzo del coro”, come mi è stato insegnato. E a tale proposito, non si può tacere come appaia quanto meno ambiguo il disegno strategico delinato da Goffredo Bettini sul Corriere della Sera, il quale ha bisogno di alcuni presupposti essenziali, tra i quali l’unita’ del Pd. Immaginare un “amalgama” coi 5 stelle da “junior partner” politico e numerico è velleitarismo. Lavoriamo perché il Pd sia plurale, nonostante ciò che accade in queste ore.
Sarà il modo reale per superare i traumi, e riconfermare la nostra ragione storica.
A Matteo e alle amiche e amici che stanno scegliendo un’altra strada, auguro buona vita. Per quel che mi riguarda, i rapporti personali di stima e amicizia resteranno immutati".