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DOMODOSSOLA - 11-11-2019 - Un intervento di Bernardino Gallo

sulla mobilitazione in atto nel Verbano per l'ospedale unico provinciale.

I politici del Verbano sono in subbuglio perché non sono riusciti a “rubare” all'Ossola l'ultimo e ambito e sudato servizio, dopo lo scippo di una pluralità incredibile di attività a Domodossola e in Ossola molto importanti, riconosciute dalla precedente provincia di Novara ma sottratti da quella del VCO. Tra gli ultimi il tribunale e il giudice di pace, solo per fare degli esempi. Credo anche che siano state profondamente scorrette, durante una pubblica riunione a Verbania, le prese di posizione contro la scelta del Presidente Cirio &c. per l’ospedale nuovo con DEA a Domodossola, fatte sia dal segretario di quadrante (4 provincie), di un sindacato di lavoratori, sia dal segretario di FederalBerghi del VCO; a quest’ultimo la sindaca Marchionini ha pure chiesto di telefonare al presidente Cirio.   Vergognoso che entrambi si siano schierati contro l’Ossola pur rappresentandola.  A Verbania, oltre a varie iniziative come la raccolta di firme, chiedono alla giunta regionale come mai abbiano scelto di collocare il Nuovo ospedale da costruire ex novo a Domossola in sostituzione del plurisecolare ospedale San Biagio. Cari amici verbanesi, le risposte sono plurime e vi sono state dette tante volte ma ne ripetiamo alcune. Premettiamo che i dati del turismo che state dando sono parziali e fasulli perché non considerate il turismo su base annua e l’accesso continuo nelle seconde case che sono moltissime in tutte le valli dell’Ossola. La prima motivazione è quella data dalla rappresentanza ASL Vco dei sindaci che, al momento di essere costretti a scegliere quale ospedale del VCO dovesse conservare il DEA, votarono all’unanimità per il San Biagio, con motivazioni prevalentemente tecniche: tra i favorevoli ci fu la sindaca di Omegna Mellano che è anche un medico di livello, assente solo la sindaca Marchionini perché aveva visto la “mala parata” e si era defilata. Allora una risposta era già stata data limpida, trasparente, documentata e adeguata alla realtà dei servizi. Si tenga conto anche che nel Verbano e dintorni è ubicato ben l'85% della sanità pubblica tra Castelli e strutture private convenzionate, come da anni è stato dichiarato da UNA e SOS, senza uno straccio di smentita essendo la verità. Inviterei il DG dell’ASL VCO a rifare i conteggi perché credo che i numeri siano aumentati e inviarli in regione. Altra questione da tenere in conto è la pessima e spesso interrotta viabilità verso il Castelli, rispetto alla superstrada per l’Ossola e alle linee ferroviaria da Milano e da Novara. Aggiungiamo che con la proposta regionale, il Castelli avrebbe un pronto soccorso migliore dell’attuale DEA.  Naturalmente Omegna è una questione a parte con il COQ che ha una gestione privata e pubblica che è maggioritaria. Che cosa hanno da reclamare i "verbanici" che hanno sottratto all'Ossola, oltre al capoluogo che doveva essere doppio, una pletora di servizi e non solo sanitari? Coinvolgano i privati come ha fatto Omegna e si ridurranno i costi di gestione pubblici e s’infoltirà la platea di utenti. Se s’ingarbuglia la matassa, una seconda strada potrebbe essere quella di migliorare i presidi esistenti con spesa inferiore. In tutti i casi per le periferie ci vorrebbe quella che definiamo una rivoluzione copernicana con l’integrazione tra gli ospedali di primo e secondo livello e un ruolo molto più attivo dei medici di base, (con assorbimento della guardia medica). Il punto nascite e il Country pediatrico del San Biagio potrebbero essere presi come esempio di efficienza, di filtro per il DEA o pronto soccorso potenziato, oltre che di basso costo rispetto ai costosi gettoni di presenza in auge in Piemonte per sopperire alla mancanza di personale medico. Non so se Verbania & C. riesca a rimettere in discussione la scelta legittima della regione, ma se le cose volgessero al peggio, occorrerebbe rimettere in discussione il capoluogo unico molto decentrato se non eccentrico nel territorio del VCO.  Come mai allora non era stato considerato il baricentro di abitanti, geografico o logistico che fosse? Possiamo riaffrontare tale questione perché non si può continuare a tollerare di essere spogliati. Ultima problematica è quella delle associazioni e gruppi vari che “difenderebbero” la sanità. Occorrerebbe assolutamente la massima unità, che abbiamo sempre e sinceramente tentato di praticare, anche se altri siano stati silenti da quasi 5 anni su Emodinamica e scippi vari come punto nascite e lavori in pediatria. In conclusione, se va male per Domodossola e l’Ossola, in futuro ci si dovrebbe mobilitare per avere il co-capoluogo a Domodossola con conseguente nuova allocazione dei servizi. Colgo l’occasione per esprimere apprezzamento per il comportamento dei sindaci ossolani durante l’ultima riunione nella sede del Consiglio comunale di Domodossola e questo mi ha sorpreso visto i precedenti e le ben quattro unioni dell’Ossola, in passato unica comunità e il fatto che Domo non è in nessuna di queste, nonostante lo slogan elettorale di Domodossola capoluogo.  Comunque resto sempre dell’opinione che tale riunione doveva essere aperta ad associazioni e comitati e fatto in sede più adeguata e capiente. La strada è lunga e si vedrà cammin facendo.