1

    tribunale8

    VERBANIA – 12.11.2019 – Una vendita

    porta a porta “molesta” o una truffa? È su questo interrogativo che si gioca il processo che, al Tribunale di Verbania, vede alla sbarra un 27enne marocchino residente in Lombardia, accusato di tentata truffa per aver cercato di “piazzare” un rilevatore anti-gas a una 86enne di Mergozzo. La vendita avvenne nel febbraio del 2016, in un giorno in cui un’azienda della provincia di Bergamo aveva spedito nel Vco un gruppo di suoi rappresentanti. Uno di questi bussò alla porta della signora, che convinse a spendere 249 euro per quell’apparecchio. L’anziana non aveva contanti con sé, e gli diede un assegno. Ma, una volta rimasta di nuovo sola, cambiò idea e, ritenendo d’essere stata raggirata, chiamò il direttore della filiale della sua banca, cui chiese di annullare il titolo appena firmato. Per farlo – rispose questi – occorreva una denuncia, che la invitò a sporgere fornendole il numero di telefono dei carabinieri, che ella contattò. Dalla stazione di Gravellona Toce uscì una pattuglia (un’altra del Radiomobile fu dirottata in zona) che, giunta al domicilio dell’86enne, ne raccolse il racconto. La signora riferì di essere stata convinta che il rilevatore fosse obbligatorio (sul contratto si affermava il contrario) e che, oltre all’insistenza del venditore, avesse acconsentito perché lui s’era spacciato come tecnico del gas.

    Un carabiniere chiese se alla stazione fosse arrivata, nei giorni precedenti, la comunicazione dell’azienda, che in casi simili spesso avvisa in anticipo le forze dell’ordine sul numero e l’identità dei piazzisti spediti in loco. Il fax c’era e fu utile ai militari per identificare due giovani magrebini individuati in paese. Uno di questi, il 27enne, negò di aver concluso affari, ma poi nel suo zaino fu trovato il contratto. E, nello smartphone, messaggi al datore di lavoro in risposta ai quali fu invitato a non forzare troppo la vendita. Accompagnato a casa dell’anziana, le smontò l’apparecchio e le ridiede l’assegno. Questa restituzione non gli è bastata per evitare un processo per l’accusa di tentata truffa aggravata. Il procedimento, in corso al Tribunale di Verbania davanti al giudice Annalisa Palomba, è stato aggiornato al 12 dicembre quando, prima della discussione, dovrà essere ascoltata la raggirata, che oggi ha 89 anni e la cui testimonianza è indispensabile per accertare i fatti.