1

tribunale9

VERBANIA – 13.11.2019 – Tre anni e quattro mesi

al mandante di tre incendi dolosi a scopo di ritorsione. È quanto la Procura di Verbania, con il pm Anna Maria Rossi, chiede come condanna per Salvatore Matarrese, imprenditore di 63 anni originario della Puglia ma trasferito a Baveno che, qualche anno fa, gestiva alcune attività nel Cusio. E dove, tra Gravellona Toce, Casale Corte Cerro e Omegna, avrebbe assoldato due giovani del posto per dare alle fiamme due negozi, di un concorrente e di un imprenditore con cui aveva in corso un contenzioso legale, e il furgone di un rappresentante con cui aveva avuto a che dire per questioni lavorative.

Tre sono i capi di imputazione e si riferiscono ad altrettanti episodi: al 19 giugno 2013, quando fu data alle fiamme la “Bottega del formaggio” di Gravellona; al 24 giugno, all’alba del quale bruciò il Café Monet di Casale Corte Cerro; al 23 luglio, giorno in cui le fiamme divorarono il furgone di un rappresentante di caffè nel parcheggio del Penny Market di Omegna.

Gli esecutori materiali dei due incendi al negozio e al bar sono stati identificati dalla polizia di Omegna in due giovani del posto: Omar Piccoli e Daniele Giusto, che hanno definito la loro posizione, uno patteggiando, l’altro con un giudizio abbreviato concluso con la condanna. È rimasta da definire la posizione di Matarrese che, difeso d’ufficio dall’avvocato Patrich Rabaini, non è mai comparso in aula. Secondo il pm Rossi, che ha chiesto quasi tre anni e mezzo di condanna (3 anni e 4 mesi), è responsabile di tutti e tre gli episodi. La difesa ha chiesto l’assoluzione ritenendo che nel caso di Omegna non si sia trattato di incendio doloso e che, per gli episodi di giugno, non vi sia prova che il mandante fosse Matarrese.

Il giudice Rosa Maria Fornelli ha aggiornato il processo al 18 dicembre per repliche e per la sentenza.