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v banca

​VERBANIA - 13.12.2019 - L'apertura 

è stata tutta per le parti civili. Sono 37 gli atti di costituzione di chi, socio "azzerato" o associazione (come l'Mdc, il Movimento difesa del cittadino, presente sia per conto del direttivo nazionale, sia per la sezione locale) chiede ai 41 imputati del processo per truffa aggravata ai danni di ex manager e impiegati dell’istituto di credito di Montebelluna il risarcimento per i propri risparmi investiti in azioni e obbligazioni andati in fumo.

Nel foyer del teatro Maggiore l’udienza preliminare s’è tenuta stamane davanti al gip Beatrice Alesci, che ha accolto una sola eccezione. La notifica di fissazione dell’udienza a uno dei 41 imputati non è andata a buon fine e, pertanto, la sua posizione è stata al momento stralciata, con l’obiettivo di ricongiungerla alle altre il 30 gennaio, data alla quale è già stato aggiornato il processo. Che, per allora, vedrà definito il numero di parti civili. Oggi il giudice s’è limitata a registrarle tutte. Le vaglierà una a una, stabilendo quali ammettere o quali no. A quel punto si sarà solo all’inizio. Resteranno da definire gli eventuali responsabili civili -è facile, come accaduto al processo di Roma, che si cerchi di chiamare in causa Intesa Sanpaolo, che di Veneto Banca ha rilevato le attività bancarie con un decreto del governo- e si discuteranno, a meno che qualcuno non chieda di accedere a riti alternativi (patteggiamento o abbreviato), le eccezioni, a partire da quella sulla competenza territoriale del processo, che le difese ritengono si debba celebrare al Tribunale di Treviso, competente perché nella marca aveva sede la società.