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PREMOSELLO - 27-01-2020 - E’ tornato domenica

26 gennaio di pomeriggio sul luogo del delitto – anzi dei due delitti, fortunatamente solo immaginati – Enrico Fovanna per presentare il suo romanzo “L’arte sconosciuta del volo” che ha come ambientazione proprio Premosello Chiovenda e che già riscuote grande interesse a livello nazionale, come emerge da articoli e recensioni apparsi su importanti testate italiane.

Assai diversa la presentazione premosellese rispetto a quelle svoltesi a Milano e a Domodossola, perché qui è diventata un tuffo nel passato del paese della bassa Ossola dove Fovanna è nato e cresciuto, prima di trasferirsi nel capoluogo lombardo per gli studi universitari e poi per l’attività lavorativa come giornalista.

Nella sala consiliare del Comune, gremita di pubblico, è stato il sindaco Giuseppe Monti a porgere il benvenuto a Enrico Fovanna, sottolineando il legame mantenuto con Premosello Chiovenda dove vivono ancora i genitori dello scrittore, presenti all’incontro con anche le due sorelle dell’autore, ricordando inoltre il precedente libro ambientato in Kurdistan dal titolo “Il pesce elettrico” e che di recente è stato ripubblicato.

La presentazione è poi stata fatta da Silvano Ragozza, già docente di lettere e impegnato in numerose attività di carattere culturale a livello locale, il quale ha saputo far riemergere ricordi di persone e di luoghi che si trovano ne “L’arte sconosciuta del volo”, dialogando simpaticamente poi con Enrico Fovanna sia sul libro, sia su tanti aspetti di vita vissuta a Premosello Chiovenda Anni Settanta, fra memorie ed aneddoti in una sorta di “amarcord” sollecitato anche dalle domande finali del pubblico.

Tra gli aneddoti, uno che conferma il detto che “nessuno è profeta il patria”, narrato dallo stesso Silvano Ragozza che proprio negli anni Settanta faceva parte di un gruppo giovanile che ogni tanto pubblicava un giornale di paese: un giorno l’allora tredicenne Enrico Fovanna – precoce giornalista – portò ai responsabili del giornale premosellese un articolo dedicato ad un cantante inglese, che però risultava sconosciuto ai redattori e dunque ritenuto non interessante per il pubblico dei lettori locali, pertanto il pezzo venne cestinato. Lo “sconosciuto” cantante di cui parlava Fovanna, che evidentemente già allora sapeva guardare lontano, era un certo David Bowie …