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ospedale punto nascite bambino

DOMODOSSOLA – 08-07-2020 – Nei giorni scorsi,

il comitato mamme Domodossola 2020, ha incontrato presso la sede direzionale ASL VCO: il dottor Penna, la dottoressa Ossola, il dottor Arnulfo e il dottor Guala. L’incontro aveva lo scopo di chiarire alcuni punti importanti riguardanti la riapertura del Punto Nascite domese e chiedere la prossima riapertura del Country Pediatrico.

“Dopo una prima parte in cui il dottor Penna ha illustrato come il punto nascite domese, sia stato riaperto in deroga, viste le normative attualmente vigenti in Regione Piemonte legate agli ospedali al di sotto dei 500 parti annui, le mamme hanno chiesto chiarimenti sui protocolli con cui il punto nascite è stato riaperto – riferiscono dal Comitato mamme Domodossola 2020 con una nota - Viene spiegato che il punto nascite è aperto con gli stessi protocolli di prima della chiusura, e viene sottolineato come la carenza di personale assunto su Domodossola la faccia da padrone su il non poter effettuare alcune procedure, che vanno comunque eseguite a Verbania. Particolare riferimento è stato fatto sui parti programmati debbano ancora essere fatti al Castelli, nonostante il San Biagio venga ritenuto sicuro per i cesarei in urgenza, ad esempio. Su questo punto le mamme hanno chiesto chiarimenti e il dottor Arnulfo ha spiegato, che sebbene il cesareo venga ritenuta una procedura semplice, non è priva di rischi e che porsi in una condizione da cui possano scaturire eventuali complicanze a Domodossola anche con i parti programmati non va bene visto che già si deve far fronte ad eventuali cesarei in urgenza. Le mamme hanno quindi proposto di valutare la possibilità di mantenere una data mensile o bisettimanale per questi parti programmati anche a Domodossola, organizzando la turnazione del personale da Verbania anche sul San Biagio per far fronte a tali procedure. La proposta non è stata presa in considerazione, rimarcando la questione sicurezza”.

Le mamme hanno anche chiesto chiarimenti su come mai negli ultimi anni sia stato assunto personale medico solo sul Castelli, senza mai collocare nessuno fisso sul San Biagio. “Viene spiegato che il problema dei concorsi è la mancanza generale dei medici – continua il comunicato - Le mamme a questo punto hanno portato alcune testimonianze, per sottolineare come non sempre la sicurezza di cui tanto si fa scudo ASL a volte venga interpretata in modo discutibile. Le mamme portano a loro favore i numeri dei parti che venivano svolti al San Biagio nel 2016 prima dell’obbligo di attenersi ai nuovi protocolli che veicolano parti e induzioni programmate al Castelli, nonché travagli con minimi problemi di salute. Sottolineando come quello sia il reale potenziale di Domodossola in termini di numeri, non i due parti a settimana che invece vengono sempre citati da ASL, e che sono quelli che vengono effettuati allo stato attuale con le limitazioni dei protocolli”. Ecco i dati reperiti da fonti ASL portati dal Comitato Mamme

- 2016: Verbania 353 parti di cui 135 cesarei; Domodossola 235 parti di cui 87 cesarei

- 2017: Verbania 433 parti di cui 153 cesarei; Domodossola 128 parti di cui 19 cesarei

- 2018: Verbania 449 parti; Domodossola 123 parti

- 2019: Verbania 477 parti; Domodossola 118 parti

“In sostanza noi mamme da questo incontro volevamo innanzitutto far sapere ad ASL che vorremmo venisse mantenuto un servizio di Punto Nascite con potere decisionale e la possibilità di gestire anche parti in elezione programmati, vorremmo venisse creato un team consolidato anche a Domodossola senza appoggiarsi a turnazioni casuali di personale e non solo ai soliti gettonisti, così da creare un po’ di continuità al lavoro e anche un po’ di qualità – conclude la nota - Siamo consapevoli di come sia davvero un problema la mancanza di medici, ma perché non si possono far ruotare i 10 ginecologi assunti a Verbania anche su Domodossola? Perché se non si vogliono spostare i medici devono per forza farlo le partorienti? Perché si parla di sicurezza solo quando conviene, ma a conti fatti se si deve applicare il buon senso, si cerca sempre di portare i numeri a favore di Verbania per far figurare che a Domodossola partoriscono pochissime donne? Siamo convinte che dando continuità con team di ginecologi, ostetriche e infermieri consolidati anche sul San Biagio la qualità del servizio sarebbe migliore, più sicura di quello che è già, e sicuramente ci sarebbe maggior legame con il territorio e la sua popolazione Ossolana”.

Riguardo al Country Pediatrico le mamme hanno invece chiesto se da parte di ASL ci sia o meno l’intenzione di riaprire. “Il dottor Penna ha spiegato che la situazione del country è problematica visto che il servizio poggia sui pediatri non assunti da ASL ma che con essa hanno dei contratti di collaborazione – continua il comunicato – Viene specificato che si riservano di decidere o meno sulla riapertura dopo aver consultato i pediatri e chiesto se siano o meno favorevoli al rinnovo del contratto. Le mamme chiariscono come il servizio debba essere ripristinato perché, dalle informazioni che hanno, i bambini vengono tenuti in osservazione al San Biagio solo il tempo di avere l’esito degli esami e, se questi non vanno bene, anche per osservazioni brevi vengano trasferiti a Verbania, talvolta anche con mezzo personale se la situazione lo consente. Ci auguriamo che, nel prossimo incontro con i pediatri, ASL decida di riaprire il Country anche perché, da quello che sappiamo, il contratto con i pediatri è già stato rinnovato, quindi vengono pagati ugualmente gli stipendi anche se in Country resta chiuso. E se allora se non è nemmeno una riduzione di costi, tanto vale riaprire e ridare un servizio agli Ossolani”.

In conclusione, secondo le mamme del comitato Domodossola 2020: “Ci sono delle specializzazioni che dovrebbero essere mantenute sia a Domodossola che a Verbania, altre su cui si può magari discutere, ma sui bambini e sulle donne in gravidanza no. Necessitano di avere l’assistenza che meritano anche al san Biagio come è sempre stato. In fin dei conti, oltre al legame affettivo che lega gli ossolani al San Biagio, ci sono sempre stati fortunatamente dei servizi fondamentali, lottiamo affinché rimanga così nel tempo al di là che si faccia o no l’ospedale unico, nel frattempo abbiamo bisogno che questi servizi funzionino anche a Domodossola”.