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VIGEZZO- 21-0-2020-- Il "tour del foliage"

in questa nuova videopuntata della rubrica di Vittorio Manini dedicata al mondo delel due ruote: "8.30 di mattina, 5 gradi centigradi. Se non mi avessero detto dove andavamo, su quei Trail stupendi che scivolano fra un faggio e l'altro nella valle Vigezzo, avrei opposto maggiore resistenza. Ma quell'11 ottobre doveva sicuramente nascondere qualcosa, visto la limpidezza di quel cielo terso di prima mattina. Carico il furgo, direzione Craveggia. Partenza da Prestinone, luogo sacro sia per sciatori che downhiller, sia old che new school. Li parte la "seggio" più green al mondo, così recita il cartello che troviamo alla partenza.

51 km e 2400 metri sono promessi dalla locandina del primo Tour del Foliage ossolano. Aria frizzantina ma temperatura resa più sopportabile dalla cumpa di 30 bikers che al fischio d'inizio, prendono la strada che ci allontana dalla risalita meccanizzata. "Ma non si saliva con la seggio?" "Ah no, ho la batteria". Anni di enduro ti portano ad abitudini difficili da scardinare. Il primo anello basso, nella pineta della valle e la sua ciclabile, direzione Santa Maria Maggiore e poi Druogno, sono pedalate in compagnia della brina sui prati, della nebbia, mistica dell'autunno rosso e giallo di queste zone.

  Si ride e si scherza. Ma si ride e si scherza di più quando il sole sbuca finalmente fra i pizzi della Valgrande dietro di noi. Attraversiamo la strada ferrata bianco blu della vigezzina. Prima salita. Anello sopra Arvogno, Toceno, prima discese croccanti nelle foglie ancora intirizzite dal freddo. Rivediamo la seggio, che sembra riderci in faccia, indicandoci la salitona del giorno, che da Craveggia ci porterà alla Piana per il pranzo. Una salita di più di mille metri di dislivello su ottimo fondo trattorabile. La fame viene di conseguenza. La polenta e la pasta rusctia può accompagnare solo, insieme al vino rosso che mette coraggio ai bikers. Anche la mia e-bike fa scorta di ampere per le salite che ci aspettano.

  Da buon veterano della Piana penso già alla discesa indomabile della Colma che mi aspetterà poco più in là. Un serpentone disseminato di tornanti che in poco meno di dieci minuti mi riporterà alla realtà di Craveggia. Dieci minuti che sembrano eterni, un viaggio introspettivo godendo di un trail in stile tipico ossolano, dove le rocce non si spostano come da altre parti per lasciarti passare, quindi invito alla prudenza.

  Il poco allenamento durante il caos 2020 mi porta un po' di indolenzimento generale, la fisicità non è una novità per chi conosce queste tracce in discesa. Tutti i bikers che conoscevo in cima hanno optato per la discesa tranquilla, buon per loro. Li aspetto scrutando i colori accesi e vividi degli autunno ossolani.

  L'ultima parte dei 50 e passa chilometri e di dislivello oltre 2000 metri si effettuano nella parte orientale, dal Blitz, Re, e poi Malesco. Non prima di un buon ristoro a castegn e vign sui prati dell'alpe Blitz, appunto. Un carico di vitamine e sali minerali che affronto di buon grado. Purtroppo la mia e-bike, nonostante la ricarica parziale alla Tana, segna batteria a livello "torna a casa Lassie". Un peccato non poter continuare. Facendo dietro front ripercorro i trail con la mente, un gran tour fra colori spettacolari e pedalate assistite ma comunque faticose. Appuntamento al 2021, senza dubbio!
Ringrazio Luca e team La Piana per la disponibilità.

Buone pedalate,

Viman