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Ristorante

ROMA- 26-10-2020-- Arriva la risposta di Uncem alla chiusura di bar e ristoranti alle 18,

introdotta dall'ultimo Dpcm per contrastare la diffusione del Covid19. "Servono regole diverse per i piccoli comuni delle zone montane. Non ci sono mai stati problemi di assembramenti. I gestori hanno saputo organizzare accessi e produzione". Si legge in una nota resa pubblica da Unione Nazionale Comuni e Comunità Enti Montani.

"Il blocco della ristorazione, dei bar, dei pub, delle gelaterie, delle pasticcerie dopo le 18 va rivisto con urgenza. Sbloccato, soprattutto per i Comuni piccoli e i territori montani, dove queste attività rappresentano in moltissimi casi l'unico presidio economico, insieme a uno o pochi negozi di alimentari. Come hanno ribadito nelle ultime ore le Organizzazioni delle imprese agricole, si mettono a rischio filiere agroalimentari con diversi miliardi di danni previsti. Si riveda il sistema di chiusure, portandole almeno alle ore 22. I ristoratori e i gestori dei bar hanno già fortemente limitato sedute e posti. Stavano prendendo un assetto che oggi subisce un brusco arresto. Chiediamo al Governo di rivedere con Regioni ed Enti locali il limite delle ore 18 previsto dal DPCM del 24 ottobre. Molte imprese rischiano di morire e così cresce la 'desertificazione commerciale' che Uncem da sempre denuncia, visti i già 200 Comuni montani in Italia senza un negozio e senza un bar".

Lo affermano Tiziano Maffezzini, Presidente Uncem Lombardia, Vincenzo Luciano, Presidente Uncem Campania, e Marco Bussone, Presidente Uncem nazionale