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PIEMONTE- 27-10-2020--“A Torino abbiamo visto

manifestare due piazze. A una, quella dei violenti, dei professionisti della guerriglia che abbiamo imparato a conoscere in Val Susa, dei ladri comuni travestiti da manifestanti va qualcosa che è oltre la nostra condanna, come è fermissima la nostra solidarietà alle forze dell’ordine. Ma in strada sono scesi anche centinaia di lavoratori onesti, di baristi, di ristoratori, di gestori di palestre e di luoghi di cultura costretti a pagare sulla loro pelle, ipotecando il loro futuro, le scelte scellerate di un governo che di fatto ha imposto un lockdown mascherato, miope e probabilmente inutile nel contenere la pandemia.

Una piazza che vuole e merita risposte, che non può di nuovo fare i conti con le mirabolanti promesse di un governo che poi non riesce a erogare aiuti e cassa integrazione, che ha bisogno di ristori immediati e commisurati ai danni che stanno patendo. Anche loro sono vittime di questa violenza che nulla ha a che fare con le ragioni di una protesta pacifica e sacrosanta. Guai a non distinguere i due piani, guai a confondere gli onesti con i criminali: il rischio è diventarne complici”.

Immagine di repertorio