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adele crivelli

OGGEBBIO - 01-12-2020 -- Veniva da Cicogna e, da “cicogna”, ha trascorso gran parte della sua esistenza. Per più di quarant’anni, dall’ultimo scampolo di guerra sino alla prima metà degli anni ’80, Adele Crivelli Bassetti è stata un aiuto e un supporto per intere generazioni di mamme e di bebè. Era un’ostetrica. Una donna intelligente e volitiva, tenace e professionale, ma dotata anche di grande umanità. La sua vita, che ha superato il traguardo del secolo di vita lo scorso marzo, s’è esaurita domenica. S’è spenta nella sua abitazione di Oggebbio, lucida e circondata dagli affetti più cari -una fortuna in questi tempi di distanziamento sociale- e oggi i familiari le hanno reso l’ultimo saluto.

A Oggebbio Adele era arrivata nel 1956, prendendo possesso della condotta che ha mantenuto per un trentennio. In precedenza era stata a Verbania e, ancor prima, aveva iniziato il mestiere a Cesara, nel Cusio. Il diploma l’aveva preso nel 1944 a Novara, il giorno di giugno in cui, a Fondotoce, venivano fucilati i 42 Martiri. Stava tornando col tram dalla stazione quando, insieme agli altri passeggeri, fu fatta scendere dalla carrozza e obbligata dai tedeschi a guardare da vicino quei corpi ammonticchiati nel campo, monito per i partigiani che in Val Grande cercavano di sfuggire ai rastrellamenti.

Proprio la Val Grande era la sua terra d’origine. Era nata nel 1921 a Cicogna di Cossogno, in una famiglia che conduceva quell’esistenza aspra e agreste che ne ha temprato il fisico e il carattere. Nel tempo ha mantenuto un forte legame con quel borgo quasi disabitato. Aveva ristrutturato la casa in cui era cresciuta e, finché le condizioni fisiche gliel’hanno permesso -ancora oltre i novant’anni d’età-, l’ha frequentata. Gli ultimi anni li ha trascorsi a Oggebbio, autosufficiente e in salute, forte anche nelle avversità, come la malattia che s’è portata via una figlia, accudita amorevolmente come, del resto, ha sempre fatto con tutti. Il suo ruolo è andato oltre a quello dell’ostetrica, che l’ha vista macinare chilometri su chilometri a piedi -solo dagli anni ’70 in motorino e, poi, in auto- per svolgere quel mestiere che, quando i parti in casa sono diventati un’eccezione, ha proseguito seguendo al domicilio le puerpere, oppure portando a casa i medicinali per chi ne aveva bisogno.

Adele lascia un grande ricordo non solo nella famiglia, nella figlia Donata col marito Marco Maierna, e nei quattro nipoti Luisa, Ivano, Damiano e Matteo; ma anche a Oggebbio, la cui Amministrazione comunale l’ha ricordata nelle epigrafi come colei che “ha contribuito a far nascere e crescere la comunità oggebbiese”.