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mirici cappa

GRAVELLONA TOCE - 02-12-2020 -- In questo anno difficilissimo, pieno di incertezze e minato da molte crisi di inusitata intensità, anche il mondo dell’arte ha sofferto molto.  Le varie norme che si sono susseguite per arginare l’avanzata della pandemia da Covid-19, hanno obbligato anche i  lavoratori del mondo dell’arte ad una serie di “stop forzati” e a ciò va aggiunto il fatto che gli operatori di questo settore si sono trovati a fare i conti anche con una serie di discrasie di una comunicazione a volte poco chiara che ha delegato al libero arbitrio l’interruzione o meno delle attività artistiche.


Le criticità, quindi, hanno segnato anche questo settore che, al pari di tante altre attività produttive, è vero e proprio centro del lavoro e risulta essere importante non solo dal punto di vista economico ma anche a livello educativo, culturale e morale.
Pienamente consapevole dell’importanza che l’arte ricopre nel quotidiano di molte persone, e amareggiata della poca attenzione che in questo anno difficile è dedicata ad essa, un’artista di Omegna ha ideato una singolare forma di protesta e autosostentamento che se ben compresa vuole anche essere un incoraggiamento a non lasciarsi abbattere e a reagire alle avversità.

“Con rispetto verso tutti coloro che stanno lottando contro questo maledetto virus, ho pensato di non lamentarmi (ulteriormente) per la disastrosa situazione in cui è venuta a trovarsi la mia attività: tuttavia ho deciso di non arrendermi e di lottare strenuamente per salvare la Bottega dell'Arte -dichiara Michela Mirici Cappa titolare della Bottega dell’Arte di Gravellona Toce-. I corsi, i laboratori, le mostre e gli eventi che vi organizzavo non possono ripartire nemmeno ora che siamo in zona arancione;  tuttavia devo sostenere tutte le spese (affitto, rifiuti, utenze, assicurazione, ecc.) senza aver diritto ad alcun ristoro perché si tratta di una realtà praticamente "unica", non esplicitamente bloccata ma nemmeno esplicitamente permessa. Farò questo con tutte le mie forze e con le sole armi di cui dispongo: i miei dipinti.”


Ecco quindi che anche nel mondo dell’arte si attinge alle proprie forze e con resilienza si guarda al domani con la voglia di farcela.
“…Ho realizzato delle piccole tele sulle quali ho dipinto con colori ad olio le riproduzioni di alcuni miei quadri -o particolari di essi-  che hanno partecipato a mostre o che sono stati pubblicati su riviste d'arte  - continua Michela Mirici Cappa -; il costo è ad offerta libera, partendo da un prezzo minimo di 30€ a dipinto…”.


I corsi che si svolgono alla Bottega dell’Arte non sono solamente occasione per acquisire delle competenze in campo artistico, chi li frequenta, infatti, li vive con affetto, trova in essi una valvola di sfogo per estraniarsi dal rumore quotidiano, ha modo di ritrovare un dialogo con il proprio io  e  proprio grazie questa arte “vissuta” le persone stanno meglio con se stesse e con gli altri.
Ecco perché Michela Mirici Cappa tiene così tanto alla sua Bottega: perché lì si interagisce con un’arte viva e questo dialogo trascende la ragione e si avvicina alla sfera più intima di ogni persona: “Mi sento spesso telefonicamente con i miei allievi e percepisco da più parti  quanto la Bottega manchi anche a loro, è questo il motivo per cui mi batto tanto -specifica Michela Mirici Cappa- ; la Bottega è utile a tante persone a livello artistico e ma anche, e forse soprattutto, a livello personale, per cui mi sono rimboccata le maniche e ho realizzato queste piccole opere d’arte che metto in vendita per salvare la Bottega dell’Arte.”


Per maggiori informazioni si può si può visitare la pagina Facebook della Bottega dell’Arte.

r.a.