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VERBANIA - 02-12-2020 -- È in libreria da poco più di due settimane il libro della verbanese Manuela Ronchi. “Le relazioni Non sono Pericolose”, a cura di Simona Recanatini con la prefazione dell’amico giornalista Federico Buffa, è edito da Gribaudo. In questo volume Ronchi, ceo di Action Agency, Action Media Ltd. e affermata manager, racconta come in un’epoca di rivoluzioni digitali e social media è facile pensare che anche il “mestiere” delle pubbliche relazioni si realizzi interamente, o quasi, davanti a uno schermo. Le sue parole rivelano l’esatto opposto, e cioè che quello che conta, oggi come ieri, è il contatto umano, lo sguardo, la chiarezza di intenti. “Se mi volto indietro devo dire che ho avuto il privilegio di conoscere persone straordinarie. Dal mio punto di vista, però, il vero privilegio consiste nell’arricchimento personale che questi incontri mi hanno lasciato e non il poter dire ‘ho lavorato con Gerry Scotti e sono stata la manager di Marco Pantani’. Doveroso aggiungere che non tutti i miei incontri professionali sono stati positivi. Anzi, alcuni si sono poi rivelati densi di sfaccettature false o negative. Ma questa è la vita. E quello che ci portiamo dentro di noi è un ricco bagaglio di esperienze in cui coesistono quelle buone e quelle meno buone”.

Uno degli incroci più importanti è stato quello col fuoriclasse del ciclismo Marco Pantani, il “pirata”. “Non posso non mettere in evidenza che è stato l’incontro che ha ‘sconvolto’ in tutti i sensi la mia vita. Sono passati più o meno vent’anni da quando mi chiamò per diventare la sua manager e da quando ha voluto che, in un mondo decisamente maschilista come è quello del ciclismo, fosse una donna a gestire lui stesso e poi addirittura una squadra di corridori. Decisamente avanti, vero?”.

Nel libro, così come nella sua vita, il capitolo “Pantani” è per Manuela fondamentale. È quello che le cambia la vita e il suo modo di intendere le relazioni, insegnandole (e insegnandoci) che le relazioni vincono su tutto. La fortuna che ha avuto l’autrice nel conoscere "quel" Pantani ed essere la sua guida le ha fatto scoprire il segreto del perché il “pirata” è e resterà immortale. Gli aneddoti che racconta, alcuni per la prima volta, devono servire per far sapere a tutti i tesori preziosi che questa relazione le ha lasciato: il coraggio e la coerenza. Dopo i fatti di Madonna di Campiglio la stampa non era a favore di Marco, ma l’autrice è convinta che rifarebbe esattamente tutto quello che ha fatto e gestirebbe altri cento, mille Pantani nonostante tutto quello che le è successo e nonostante l’intensità di quel rapporto e di quella situazione. Il perché è semplice da spiegare, secondo lei: “avere il coraggio di fare delle scelte e soprattutto essere coerenti e non tradire, come ha sempre fatto lui, a costo di rimetterci la vita, denota secondo me che la fiducia è davvero al centro di ogni relazione umana”.

Agli inizi degli anni ’90 Ronchi avvia la divisione Eventi e produzioni nell’agenzia di Gerry Scotti, dove si occupa anche del management di diversi personaggi tv. Nel 1995 fonda Action Agency, specializzata nella produzione eventi e nella gestione di personaggi sportivi e cantanti. Il suo modo di essere, e non di apparire, ha portato l’autrice a collaborare con personaggi come Pantani, Max Biaggi, Alberto Tomba, Maurizia Cacciatori, Linus, Marco Tardelli, Gianmarco Pozzecco, Ivan Zazzaroni, Adriano Panatta e molti altri. Con il crescere dell’agenzia, aumenta anche il numero di clienti, che spaziano in vari settori come cinema e imprenditoria. Tra di loro ci sono anche Matteo Salvo, Max Calderan, Massimiliano Sechi e Raffaele Tovazzi, primo Filosofo esecutivo e figura fondamentale per Manuela. Con la loro Action Media sono stati fautori della rivoluzione podcast in Italia.

Nel libro trova anche spazio il capitolo su come “comunicare dopo il coronavirus”: questa emergenza sanitaria ci ha davvero svelato quanto sia importante saper comunicare, quanto siano importanti i contenuti, quelli veri e non quelli costruiti su orpelli che di contenuto hanno ben poco, e quanto la relazione sia effettivamente al centro di tutti i rapporti. “Sono convinta di una cosa: se dedicassimo più tempo alle relazioni, agli incontri, ad ascoltare con i sensi potremmo creare delle relazioni più durature e più vere” - conclude.

Marianna Morandi