kikki scazzosi

ORTA SAN GIULIO -13-01-2021-- Orgoglio cusiano e soprattutto ortese: è lei, è l'atleta paralimpica di canottaggio Cristina Scazzosi. A pochi giorni dall’inizio di questo 2021 abbiamo intervistato Kikki e ne è nata una bellissima chiacchierata tra passato presente e futuro; ascoltare Kikki è una vera e propria esperienza in quanto le sue parole hanno la straordinaria capacità di toccare cuore.

 

L’oro ai Campionati Europei di Canottaggio a Poznan  in Polonia, il riconoscimento di atleta dell’anno 2020…


A dire il vero il 2020 è  stato un disastro perché sono rifinita nel canottaggio dopo tre anni che avevo deciso di smettere; il 2019 era iniziato bene, mi ero imposta, avevo deciso io ed ero riuscita a dimostrare che in quella posizione potevo dare qualcosa in più alla barca, il problema è che vincendo è stato più difficile dire “basta io smetto mi faccio gli affari miei”… L'anno olimpico era vicino e quindi ho provato a sognare nel 2020. Quello che si è da poco concluso è stato un anno di grandi sacrifici, speravo tanto nelle Olimpiadi  e soprattutto speravo di poter iniziare una gravidanza e invece no… ora mi auguro che nel 2021 si avveri qualche sogno in più.L'emozione più grande che ho provato sul podio non è stata medaglia al collo ma ascoltare l'Inno Nazionale che suonava per me e pensare in quel momento a tutti i nostri eroi di guerra e di covid. I titoli che sono venuti dopo sono stati una conseguenza di quel trionfo…
I sacrifici sono stati tanti,  ho rinunciato al  matrimonio del mio migliore amico, sono stata  lontana mia mamma e non sono stata sempre serena…”

 

Tu, atleta ipovedente, affronti la vita col sorriso e affermi che i veri limiti esistono solo nella mente delle persone, l’hai sempre pensata così o sei arrivata poco alla volta a questa consapevolezza ?


Sono stata molto solare molto da bambina e ragazza, la mia famiglia ha scelto di non farmi pesare la disabilità non mandandomi in una scuola per ciechi. Io sono cresciuta in una famiglia con due fratelli e due cugini che sono come fratelli, abbiamo frequentato il collegio perché mamma e zia con la loro l'attività non potevano seguirci e volevano comunque darci il meglio; io prendevo il mio borsone già in prima media e andavo in collegio il lunedì mattina per poi tornare il sabato. Spesso ringrazio che questa situazione sia successa a me, io son sempre stata un po' ribelle e rivoluzionaria, un po' troppo vivace, tanto “maschiaccio” e non mi veniva da pormi limiti. La mia prima botta forte l’ho vissuta quando quelli della mia età hanno iniziato a prendere la patente, c'è un sacco di gente che a 18 anni non prende la patente e molte volte mi “arrabbio” con chi a  30 e 40 anni non ha patente che potrebbe avere, non dico che la macchina devi usarla per forza però ci sono situazioni in cui è veramente utile e senza non hai indipendenza e libertà…A volte me la prendo con il nulla, lo so, però mi arrabbio perché vorrei andare dal parrucchiere non a Orta, dal dentista o a fare shopping da sola e invece non posso. Sono circondata da familiari e amici disponibilissimi ma ognuno ha la sua vita, questi momenti mi accadono spesso e in quei giorni sono molto giù di morale… Ho un tatuaggio fatto nel 2015 che  vale per tutti e per tutta la vita ed è tratto da una storia vera di una ragazza campionessa di surf che durante un allenamento è stata aggredita da uno squalo e ha perso un braccio, lei ci ha riprovato subito a tornare sulla tavola con scarsi risultati;  il tatuaggio dice “non ho bisogno che sia facile, ho bisogno che sia possibile” perché finché non c'è la parola impossibile si può provare. 
Spesso mi dimentico di avere questo tatuaggio però c’è sempre qualcuno che me lo ricorda...”

 

 
Con i tuoi successi porti in giro per il mondo il nome di Orta San Giulio, com’è vivere in uno dei borghi più belli d’Italia e avere la fortuna di potersi allenare sul lago d’Orta ?


Questa domanda è facile per me! Io amo il mio paese, il mio lago e la sua vista per me sono casa. Quando ero piccola e andavo al mare salutavo il lago prima di partire e mi illuminavo quando lo rivedevo dopo 15 giorni;  oggi quando mi chiedono di dove sono, io dico di Orta, del lago D'Orta, e subito dopo aggiungo,  il posto più bello del mondo! Il momento in cui sento il lago più mio è la mattina quando il sole punta sull’isola e io me lo godo mentre sono al ristorante ad apparecchiare per le colazioni, l'isola in quei momenti  è vicinissima per i miei occhi. A volte “litigo” con i miei nipoti che vivono a Napoli perché per loro il mare è il top, per me top è il mio lago!  Proprio nel lago il 30 dicembre ho fatto il cimento e  mi sono tuffata con un paio di amici, è stata una cosa velocissima ma molto carina che libera e porta via i brutti pensieri per quei 5 secondi di gelo. Mi piace andare in vacanza e mi piace viaggiare, amo molto anche camminare ho fatto, infatti,  il cammino di Santiago e la via Francigena e tutti i giorni  -quando sono a casa e il tempo lo permette- passeggio un’oretta sul lungolago e spesso faccio foto… sono orgogliosa di essere di Orta!”

 

Quali progetti hai -sportivi e non-  per il nuovo anno ?


I miei progetti per il 2021 sono sostanzialmente i sogni che ho lasciato indietro e non ho potuto realizzare nel 2020. Il Coronavirus e le conseguenti misure atte a fermarlo hanno stravolto tutto; a gennaio 2020 sono riuscita a portare la nazionale paralimpica ad allenarsi e a conoscere il mio lago e questo è stato un successo per me poi sono ripartita per i raduni e poi il lockdown e quindi continue attese… Nonostante tutto il mio lockdown mi è piaciuto molto,  ero a casa  con un bel balcone sul lago, mi allenavo all'aperto con la vista mozzafiato, facevo quattro collegamenti alla settimana con i ragazzi a Canottieri lago D'Orta via Skype e uno con i ragazzi della Gazza Ladra.
Poi è tornato il tempo di tornare ai raduni ma già lì si sapeva che le Olimpiadi erano state posticipate al 2021 ed è stata una decisione difficile continuare a provarci sapendo che comunque nel 2020 non avrei raggiunto l'obiettivo.
Nel mio 2020 non ci sarebbe dovuto essere solo il canottaggio, con la fine delle Olimpiadi, infatti, avrei voluto fare un cammino, magari in Sardegna, e in più c’era il  progetto di fare un figlio perché per me diventare mamma è sempre stato un sogno. Diciamo quindi che ho rimandato tutto questo a quest’anno conscia di avere un anno in più sulla carta d’identità…”.

r.a.