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VERBANIA - 02-03-2021 -- Il casus belli è stata la politica. Che, come in altre circostanze, ha “surriscaldato” la tastiera e ha prodotto una serie di commenti social pesanti, sfociati in una denuncia e in un procedimento penale.

S’è chiusa con la remissione della querela, che ha evitato il processo, la querelle scoppiata su Facebook nel giugno del 2019 e che ha avuto come protagonista l’ex assessore comunale e provinciale Mauro Bardaglio.

Storico esponente del Partito comunista italiano, del quale negli anni ‘90 è stato uomo di punta a Verbania, negli ultimi tempi ha virato verso il Movimento 5 stelle, di cui è simpatizzante e sostenitore. Il suo attaccamento ai pentastellati è il motivo per il quale, all’epoca delle elezioni comunali verbanesi di due anni fa, si intromise in una discussione tra due avvocati. Sulla sua pagina Facebook Patrich Rabaini, candidato sindaco per Comunità.vb che aveva appena sottoscritto l’apparentamento con il centrosinistra e Silvia Marchionini, spiegava le ragioni del “patto civico”. Sotto quel post il collega Carlo Ruga Riva, che è anche docente universitario di diritto penale, aveva aggiunto un commento sarcastico sul M5S e sui risultati ottenuti nelle città che era stato chiamato ad amministrare.

Bardaglio aveva replicato attaccandolo, definendolo amico dei palazzinari, dei condannati di mafia capitale, del Celeste (Roberto Formigoni, ndr) e dello psiconano (Silvio Berlusconi, secondo una definizione di Beppe Grillo, ndr), annoverandolo tra i pidioti e tra la categoria della #sinistratengofamiglia. L’avvocato aveva ricordato d’essere incensurato e, senza alimentare ulteriormente la polemica, aveva deciso di rivolgersi alla giustizia.

Dalla querela presentata, la Procura s’è mossa rinviando a giudizio per diffamazione aggravata Bardaglio. Prima che s’aprisse il dibattimento, i legali delle due parti hanno comunicato al giudice di aver trovato un accordo per la remissione della querela, che ha chiuso la querelle senza alcuna conseguenza penale.

Sempre per un post su Facebook risalente al 2014 nei confronti dell’ex assessore (allora solo candidato del Pd) Giovanni Alba, Bardaglio è stato condannato in primo grado per diffamazione a 600 euro di multa. 

 


 

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