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tribunale aula a vuota

VERBANIA - 26-07-2021 -- L’inghippo è venuto a galla a Napoli, dopo che s’era verificato un incidente stradale. Un sinistro banale, senza feriti e con soli danni ai mezzi ma che, carte alla mano, non tornava alla compagnia cui era stato denunciato.

L’intestataria di quella polizza e -così fu scoperto più tardi- di un’altra, era una donna residente nel Vco. I contratti di rc-auto d’una Fiat Panda e di un’Alfa 147 erano in capo a lei, ma i veicoli non le appartenevano, né c’era alcun legame con i due napoletani che le guidavano.

Parsa subito come la più classica delle truffe assicurative, quella per cui spacciandosi per una persona residente in una provincia con minor sinistrosità (e, di conseguenza, con tariffe molto più basse) si ottiene un premio molto più basso, è stata denunciata alle autorità.

Le indagini hanno portato all’agenzia ossolana presso cui uno dei contratti, quello della Panda incidentata, era stato stipulato e a quella torinese della medesima compagnia che, inserendo il nome in banca dati, aveva riscontrato l’altro contratto anomalo.

Denunciati per truffa, i titolari dei due autoveicoli sono stati giudicati dal Tribunale di Verbania. Il primo è stato assolto con la formula dubitativa perché è emerso che era stata una donna a stipulare la polizza, motivo per cui il giudice ha trasmesso gli atti alla Procura affinché persegua la moglie. Il secondo è stato condannato a 8 mesi. Per entrambi il pm aveva chiesto un anno.