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inerti gd polizia

VERBANIA - 15-09-2021 -- Fingevano di bonificare il pietrisco prelevato dalle massicciate delle ferrovie, incassando milioni di euro con fatture false. Sono 250.000 le tonnellate di ballast (il materiale inerte su cui sono poggiati i binari) che la Procura di Verbania ritiene siano fittiziamente transitate da un impianto di smaltimento di Vogogna producendo una truffa e una frode da 2,5 milioni di euro.

Stamane polizia e Guardia di finanza del Vco hanno eseguito 6 arresti e 21 perquisizioni tra Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, sequestrando due milioni e mezzo. Tre le società coinvolte, dieci le persone indagate per, a vario titolo, associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla truffa.

È l’esito dell’operazione di polizia giudiziaria coordinata dal sostituto procuratore verbanese Sveva De Liguoro che è partita proprio dalla società di smaltimento rifiuti ossolana. Ne sono stati arrestati l’amministratore e due dipendenti. Un quarto arrestato risiede in Ossola.

Gli inquirenti hanno riscontrato i frequenti contatti tra la società ossolana e altre società con sede in provincia di Parma che, nei mesi passati, hanno iniziato a dare molto lavoro alla ditta di smaltimento rifiuti, il cui fatturato è cresciuto a dismisura (salvandola probabilmente dall’insolvenza, poiché era fortemente indebitata anche con il fisco) attirando l’attenzione delle Fiamme Gialle della Compagnia di Domodossola. In parallelo la polizia aveva avviato un’indagine a seguito di un altro fatto occorso tra i soci dell’impresa ossolana. Le due strade si sono poi riunite quando è stato accertato che la ditta di Parma, titolare di contratti di rimozione di ballast (col tempo il pietrisco perde le sue caratteristiche, deve essere sostituito e, prima di un diverso reimpiego, deve essere trattato) per conto di Rfi, non inviava alcun carico a bonificare in Ossola.