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tribunale 16

VERBANIA - 18-09-2021 -- Ha ricevuto le scuse del sindaco, il post è stato rimosso ma lei ha comunque deciso di andare avanti. Mimma Moscatiello, 51 anni, candidata sindaco nel 2017 a Omegna per Rifondazione comunista e Partito comunista italiano e attuale consigliere di minoranza, percorre la strada della fermezza -ne fa soprattutto una questione di principio- nel condannare gli insulti ricevuti su Facebook.

Difesa dall’avvocato Daniela Melfi è costituita parte civile nel processo per diffamazione aggravata che vede alla sbarra Francesco Romano, 54enne omegnese da sempre riconosciuto militante dell’estrema destra e, negli ultimi tempi, simpatizzante della giunta Marchioni. I due hanno avuto un virtuale “incontro ravvicinato” sulla bacheca Facebook del primo cittadino cusiano, il leghista Paolo Marchioni. Che, nell’ottobre 2018, postando la notizia dell’arresto del sindaco di Riace Mimmo Lucano, paladino dell’integrazione e icona di un mondo di sinistra politicamente a lui avverso, aveva pubblicamente punzecchiato la collega consigliera.

Come spesso accade sui social network, dove i filtri non esistono (né la percezione dei rischi che si corrono a pubblicare certi commenti), la discussione è deragliata e Romano ha commentato con frasi pesanti. “Hei puttana, la colpa è di voi comunisti di merda!!!!!”, “lascia stare Salvini, troia!!!!”; “zecca maledetta!!!!” sono le affermazioni che la Procura -ricevuta la denuncia di Moscatiello- ha ritenuto diffamatorie e per le quali l’ha citato a giudizio, accusandolo anche di minaccia per aver scritto: “io ti vengo a trovare dove abiti e ti chiudi quella bocca di merda!!!!”.

Ieri, nella prima udienza del procedimento, è stata sentita la parte offesa. Moscatiello ha raccontato, al di là di ciò che è stato scritto social network, il suo stato d’animo e ciò che è accaduto, nella vita reale, quel giorno. Letti gli insulti, infatti, la consigliera ha contattato Marchioni, dal quale sono arrivate le scuse ma anche l’invito, rivolto al suo simpatizzante, a rimuovere i post incriminati. Romano, un paio d’ore dopo, ha provveduto con la cancellazione, non esaurendo comunque la querelle, la cui coda è diventata il procedimento penale.

Romano è difeso dall’avvocato Andrea Cattaneo, anch’egli leghista e capogruppo del Carroccio nell’assemblea municipale cusiana. Tra i testi che ha convocato per la prossima udienza, fissata il 3 dicembre, ci sono gli assessori Stefano Strada e Mattia Corbetta, chiamati a riferire chi fosse il destinatario di quel post diffamatorio.