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tribunale aula a vuota

VERBANIA - 28-01-2022 -- Per sette anni, tra il 2009 e il 2016, è stata la sua amministratrice di sostegno. Il Tribunale di Verbania l’aveva nominata perché lei, Francesca Perricci, verbanese di 57 anni, era entrata in confidenza con quella collega di lavoro di un anno più giovane che, affetta da un ritardo mentale lieve-moderato, aveva problemi ad attendere alle normali incombenze. Aveva accesso ai suoi conti correnti ma, anziché gestirne il patrimonio con oculatezza, le ha sottratto decine di migliaia di euro, motivo per cui è stata processata e condannata per peculato.

Per Perricci, difesa dall’avvocato Cristina Gulisano, il collegio presieduto da Donatella Banci Buonamici (giudici a latere Rosa Maria Fornelli e Antonietta Sacco) ha stabilito una pena di quattro anni di reclusione, ai quali s’aggiungono cinque anni di interdizione perpetua dai pubblici uffici e un risarcimento provvisionale di 40.000 euro, che la vittima ha ottenuto tramite l’avvocato Loredana Brizio.

Le contestazioni si riferivano a una somma di poco più di 5.000 euro di un prestito bancario erogato a nome dalla sua assistita ma incassato da lei, e oltre 42.000 euro di prelievi ingiustificati nei rendiconti annuali dagli anni dal 2010 al 2016. Le somme sottratte costituiscono una fattispecie penale più grave dell’appropriazione indebita aggravata per via del ruolo che l’imputata aveva, quello di pubblico ufficiale nominato da un giudice. Ciò ha fatto scattare il reato di peculato, le cui pene sono molto più severe.