VERBANIA – 30.11.2017 – L’hanno colto in flagranza,
con 83 chili di semilavorati in ottone che, caricati in auto di nascosto nel pomeriggio, la sera stava cercando di portare fuori dalla fabbrica in cui lavora. Così ieri i carabinieri della stazione di Omegna hanno arrestato Oliviero Bonfanti, cinquantenne operaio alla Micar di Omegna, fabbrica di lavorazione metalli situata in località Verta. I militari s’erano appostati già nel pomeriggio, dopo che la mattina avevano ricevuto la denuncia del titolare, secondo il quale negli ultimi mesi erano sparite, un po’ alla volta, 50 tonnellate di metallo. L’imprenditore aveva esternato i suoi sospetti indicando il possibile responsabile e i carabinieri hanno tenuto d’occhio dall’esterno il capannone cercando di notare movimenti strani. Attorno alle 19,30 Olivieri è stato visto caricare nel bagagliaio l’ottone. Quando, verso le 22,30, ha lasciato la fabbrica è stato fermato da personale in borghese.
Stamane l’uomo, difeso dall’avvocato Antonello Riccio, è comparso in tribunale per la convalida dell’arresto e per quegli 83 chili che si stava portando via ha patteggiato una pena di sei mesi e 200 euro di multa con il beneficio della sospensione. Al giudice Raffaella Zappatini ha confessato tutto. Non ha cercato di giustificarsi, s’è detto dispiaciuto e ha raccontato di essersi fatto tentare e di aver rubato la merce – negando le sparizioni precedenti – per arrotondare lo stipendio.
