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taglio legna

VERBANIA – 14.02.2018 – Tagliavano a tutto spiano,

attingendo dai boschi del Monterosso la legna che poi vendevano per strada o con annunci affissi in città. Legna che non era loro e per la quale ora sono a processo. Boscaioli abusivi, anche all’insaputa dei proprietari, è l’attività che secondo la Procura di Verbania hanno svolto sino ai primi di agosto del 2014 – quando intervenne l’allora Corpo forestale dello Stato – il 48enne Mario Diserò e il 35enne Giovanni Giaquinto. Entrambi residenti a Verbania tagliarono dai boschi circostanti l’abitato di Cavandone, anche abbattendo un muretto e realizzando una sorta di pista, 138 alberi pari a 650 quintali di legname. Per farlo entrarono nei terreni privati di diverse persone senza essere autorizzati. L’andirivieni non sfuggì al residenti e la segnalazione, trasmessa alla Forestale, portò a un’indagine che si chiuse con la contestazione di diversi reati: furto aggravato, invasione di terreni, danneggiamento e distruzione di bellezze naturali. Tutto il bosco, infatti, si trova in una zona a vincolo paesaggistico, per superare il quale è necessario presentare domanda alla Soprintendenza.

I due, difesi dall’avvocato Massimiliano Testore, sono a giudizio con questi capi d’imputazione e, nei loro confronti, è costituita parte civile, con richiesta di risarcimento danni, una delle proprietarie di quei boschi. Nell’udienza odierna sono stati ascoltati i carabinieri forestali che indagarono e alcuni proprietari dei fondi. Hanno parlato anche gli imputati (per l’accusa Diserò è committente ed esecutore, Giaquinto solo esecutore), che hanno spiegato di aver avuto l’autorizzazione da una persona, che dovrà deporre alla prossima udienza.