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VERBANIA – 25.02.2018 – Il crac dell’Ossolana

va verso il processo. È già fissata al 3 aprile di fronte al collegio del tribunale di Verbania la prima udienza del procedimento penale per bancarotta fraudolenta e reati connessi che vede coinvolti gli imprenditori gravitanti attorno alla società con sede a Fondotoce che si occupava di manutenzioni industriali. Dopo che il 13 settembre, su richiesta del sostituto procuratore Gianluca Periani e su disposizione del gip verbanese, la Guardia di finanza aveva eseguito sette ordinanze di custodia cautelare – di cui tre in carcere – e un sequestro preventivo per beni pari a oltre 4 milioni di euro, il pm ha chiuso le indagini e chiesto il giudizio immediato. A processo ci sono Giuseppe Nasini, i fratelli Gian Luca e Pierpaolo Morelli, il padre Luigi Morelli, Cesare Boni, Vincenzo Raso e Giorgio Grossi. Sono accusati di svariati capi di imputazione. Venerdì intanto il gip ha disposto la liberazione di Nasini, l’ultimo a lasciare il carcere per i domiciliari – il 30 novembre – già ottenuti due settimane prima dai fratelli Morelli. “Nell’esprimere grande soddisfazione per il provvedimento ottenuto ed un ringraziamento all’autorità giudiziaria – dichiara l’avvocato Fabrizio Busignani, legale di Nasini –, a nome del mio assistito segnalo che continueremo incessantemente la battaglia per dimostrare la sua estraneità alla quasi totalità dei fatti contestati nel corso del processo che inizierà il prossimo 3 aprile 2018 avanti il Tribunale collegiale di Verbania”.

Nasini preannuncia quindi la decisione di andare al dibattimento. Con la citazione a giudizio immediata, che supera l’udienza preliminare, agli imputati è comunque concessa la facoltà di scegliere riti alternativi: patteggiamento o rito abbreviato.