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fi cristina elezione

VERBANIA – 05.03.2018 – Stanca ma euforica,

Mirella Cristina non deve attendere il conto dei resti per sapere se andrà a Roma. Vincendo il collegio uninominale Vco-Alto Novarese s’è garantita il diritto a sedere a Montecitorio come deputato alla Camera nella XVIII legislatura. La sua affermazione, netta nei numeri, è figlia in gran parte del nuovo sistema elettorale e della ritrovata unità del centrodestra che l’ha espressa. “E che ringrazio – dice, commentando i risultati –. Ringrazio il mio partito, Forza Italia, ma anche Lega Nord, Fratelli d’Italia e Noi per l’Italia”. E, ovviamente, ringrazia gli elettori dell’alto Piemonte, che le hanno consegnato il secondo miglior risultato della Regione dopo quello dell’ex ministro Enrico Costa ad Alba. Cristina è stata eletta con il 47,3%, davanti alla candidata del M5S Simona Pedroli e a Vittoria Albertini del Pd, distanziate di 16 punti percentuali. “C’è stata una volontà di cambiamento – afferma –, evidentemente anche in discontinuità con chi ha governato e ha rappresentato il Vco a Roma, a iniziare dall’onorevole Borghi. La gente era stanca di promesse non mantenute”.

Le sue, di promesse, ha intenzione di rispettarle. “Porterò a Roma la necessità di tutelare la specificità di un territorio montano e di una provincia di confine – dichiara –. Mi impegnerò ad ascoltare le richieste dei sindaci che avevo interpellato in campagna elettorale. Essendo avvocato spero di poter entrare nella Commissione giustizia per scongiurare la chiusura della sezione fallimentare del Tribunale (al momento congelata per la mancanza dei decreti attuativi alla riforma Orlando, ndr) oppure in quella delle Infrastrutture perché bisogna cambiare il codice degli appalti che penalizza le aziende”.

Sul futuro attende di conoscere quanti e quali saranno i colleghi deputati “ma garantisco che la coalizione è solida e non si romperà per formare governi strani” e, rimarcando la ritrovata unità del centrodestra, esprime anche l’auspicio che sia un trampolino di lancio verso il 2019. “Ci attendono le elezioni regionali e comunali, oltre alle Europee – conclude –. Cercheremo di portare anche qui un cambiamento, anche perché c’è stata una grande debacle del Pd, che in cinque anni è passato dal 25,9% al 19,2%”.