DOMODOSSOLA- 09-03-2018- I resti romani della tomba
di quello che fu il primo “domese” conosciuto, Claro Fuenno, recentemente ritrovati dai Carabinieri, devono tornare in città, a Palazzo San Franceso. Lo chiede in un comunicato Fratelli d'Italia: “Con immensa gioia- spiega Fabio Basta- apprendiamo la notizia del recupero del corredo tombale di Claro Fuenno. Nel 1971, durante lo scavo di un pozzo a 6 metri di profondità, all'incrocio tra Corso Moneta e Corso Ferraris, venne rinvenuta una tomba bisoma con segnacolo/epigrafe, recante il nome metà romano e metà leponzio di Claro Fuenno e di un altro familiare; il corredo e l'epigrafe andarono persi e solo recentemente si è potuto constatare che finirono fin da subito nelle mani del geometra che lavorò allo scavo del pozzo. Nel ringraziare vivamente i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino che hanno lavorato alla restituzione di un tassello così importante della storia di Domodossola, affermiamo con forza l'importanza che, dopo i dovuti studi del caso effettuati dalla Soprintendenza, gli unici reperti romani rinvenuti in città tornino a casa e precisamente nel futuro allestimento archeologico del Museo di Palazzo San Francesco (Domodossola), unico luogo deputato, secondo noi, a raccogliere i preziosi manufatti. L’Autorità Giudiziaria di Verbania, al termine del procedimento penale, ha disposto la confisca dei manufatti e la restituzione alla Soprintendenza di Novara-Vco; chiediamo all'assessorato alla cultura di attivarsi al fine di riavere, quanto prima, i reperti del primo cittadino domese di cui si conosca il nome!”
