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pizzi braccia aperte

VCO- 15-03-2018- Il ricorso al Tar contro

la costruzione dell'Ospedale di Ornavasso Collina annunciata dal sindaco domese Lucio Pizzi incassa l'importante sostegno della minoranza provinciale ossolana: “La Deliberazione di Giunta – spiegano in un comunicato Luigi Spadone , consigliere provinciale, Gianpaolo Blardone, sindaco di Pallanzeno, Claudio Cottini, sindaco di Santa Maria Maggiore, Alessandro Lana, sindaco di Piedimulera, Ermanno Savoia, sindaco di Crodoc- on cui il Comune di Domodossola  intende ricorrere al Tar per l’annullamento della convenzione con la quale viene conferito l’incarico di stazione unica appaltante ad Scr ai fini della realizzazione  del “Nuovo Ospedale Unico dell’Azienda Sanitaria Locale del V.C.O.”  ha in sé elementi che, a parere di chi scrive, risultano idonei a supportare l’azione in giudizio. Di fatto il protocollo d’intesa sottoscritto a suo tempo risulta scaduto, non è conseguito alcun accordo di programma (necessario per la definizione e l'attuazione di opere, di interventi o di programmi di intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata di comuni, di province e regioni) e Asl ha ignorato gli impegni assunti nel suddetto protocollo che, seppure scaduto e quindi sostanzialmente inutilizzabile, individuava comunque un proprio iter. Il ricorso giurisdizionale è indubbiamente una presa di posizione forte, che non può non trovare accoglimento anche da parte di chi, pur favorevole a un ospedale unico provinciale, vede nel comportamento tenuto la continua prevaricazione delle richieste locali. Fa piacere vedere il vice presidente della Regione divenire oggi il massimo fautore di quest’ opera quando invece 15 anni or sono era tra coloro che erano contrari a un unico ospedale e si dimise per tale motivo dalla rappresentanza dei Sindaci.

Solo gli stolti non cambiano idea, si suole dire. E questo è indubbiamente vero.

Ma vi sono argomenti sui quali le idee dovrebbero già essere chiare fin da subito, in particolare se si vuole essere buoni amministratori della Cosa pubblica e su materie per le quali sono sul piatto parecchi milioni di euro. Al Vco quella scelta è costata, secondo l’Assessore regionale Saitta, 9 milioni di euro annui (tale sarebbe stato il risparmio con un unico ospedale); il costo dell’ospedale a Piedimulera si aggirava sui 102 milioni e si sarebbe realizzato 14 anni fa. Ad oggi avremmo capitalizzato un risparmio di 126 milioni e avremmo quindi non solo già usufruito dell’ospedale, ma l’avremmo anche pagato.

La scelta dell’Amministrazione domese di ricorrere non può non trovare condivisione anche per una ulteriore ragione: l’opera di Ornavasso vedrebbe un costo di 20 milioni di euro – soldi di tutti i cittadini – per la costruzione della sola via di accesso e del parcheggio. Un sacrificio economico spropositato e un impatto ambientale enorme in un’area peraltro a rischio idrogeologico, nella quale è necessario prevedere la modifica degli impianti urbanistici (ulteriore costo). E tutto questo mentre gli enti piangono miseria asfissiati come sono dalla mancanza di risorse economiche per assolvere le funzioni fondamentali: basti qui osservare che con 20 milioni più di metà superstrada sarebbe finalmente sistemata con asfalto drenante.

Che dire poi del project financing sul quale più di qualche Corte dei Conti nutre serie perplessità e sul quale non si è prodotta alcuna verifica approfondita onde evitare che i costi gravitino sulla collettività per un tempo indefinito?

Si potrebbero trovare decine di aree idonee migliori, qualcuna addirittura urbanisticamente già pronta senza la necessità di varianti di vario tipo che generano spese ingiustificate: eppure si insiste pervicacemente per l’area peggiore, in cui peraltro ogni futuro ampliamento si rendesse necessario diverrebbe pressoché impossibile, stante la conformità del luogo scelto. Il tutto senza un accenno, neppure minimo, alle legittime richieste di chi chiede un oggettivo raffronto di “costi e tempistiche realizzative” tra le sedi in cui ubicare il nuovo plesso ospedaliero.

Sarà forse per la bella vista. Ma intanto se ne vedono delle belle, coi soldi dei contribuenti che, come spesso accade, vengono sperperati. Non ci resta che attendere l’esito del ricorso al TAR e, comunque vada, sperare nel frattempo qualcuno faccia quattro conti e decida di intervenire laddove i rapporti costi benefici siano davvero rispettosi di efficienza, efficacia ed economicità.

Principi cardine su cui si dovrebbe fondare l’agire amministrativo ma che Regione Piemonte e Asl paiono, in questa caso, dimenticare”.