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VERBANIA – 17.04.2018 – Perseguitato e penalizzato

in favore di un concorrente. Così si sentiva, nel gennaio 2013, Stefano De Angelis, titolare dell’omonima auto-officina di Cannobio che, con il suo carro-attrezzi, lavora sulle strade della provincia anche per il recupero di mezzi incidentati. Un lavoro – riteneva – inferiore a quanto meritasse, anche per il favoritismo operato da un agente della Polstrada di Verbania nei confronti di un concorrente verbanese, la Fratelli Mazzi. Queste considerazioni le andò a raccontare in questura all’allora dirigente della Polstrada, che lo ricevette in presenza di un collega e che, a seguito delle lamentele, svolse un breve accertamento interno e scrisse all’agente in questione chiedendo spiegazioni. Quest’ultimo, sentitosi accusare di favoritismi, presentò una querela per la quale De Angelis è a processo al tribunale di Verbania per il reato di diffamazione.

Il procedimento s’è aperto oggi davanti al giudice di pace Carlo Crapanzano, che ha ascoltato la parte offesa -il poliziotto che s’è costituito parte civile con l’avvocato Elena Parsi- e gli altri due colleghi che ne raccolsero le esternazioni e che hanno testimoniato come la rotazione dei carro-attrezzi fosse stata rispettata. Il meccanico, poco tempo prima, aveva avuto un disguido proprio a Cannobio perché, intervenendo sul luogo di un incidente, aveva trovato il concorrente che già stava operando perché – così ha raccontato l’agente – pur contattato telefonicamente De Angelis non aveva risposto e non era stato trovato.

La turnazione o, meglio, la decisione di contattare uno o l’altro operatore, è solo una delle contestazioni mosse in quel colloquio in questura, che nelle intenzioni dell’imputato sarebbe dovuto essere una richiesta di chiarimento per risolvere una questione che lui avvertiva grave. Le altre contestazioni riguardano alcuni episodi accaduti negli anni in servizio, come il fatto che giunto sul luogo di un incidente, si vide richiedere patente e libretto e, poiché aveva lasciato la licenza di guida in ufficio, venne multato. O come l’altra multa ricevuta, dopo essere stato inseguito, perché aveva il fanalino posteriore fulminato.

Una buona parte del dibattimento odierno s’è concentrata sulle modalità di intervento del carro-attrezzi. I poliziotti hanno spiegato che i fermi giudiziari e i sequestri sono di esclusiva competenza di Mazzi perché ha l’appalto per il servizio ma che, negli altri casi, se non interviene la ditta chiamata dall’assicurazione del veicolo incidentato, viene contattata la centrale operativa la quale, valutando le circostanze (tempi di intervento, riapertura della strada…), assegna il contratto anche in base alla rotazione. Questi passaggi vengono annotati in un registro che l’avvocato Ferdinando Brocca, difensore di De Angelis, non è finora riuscito a recuperare in via ufficiale e che ha chiesto alla Procura e al giudice di acquisire per verificare la proporzione degli interventi tra l’uno e l’altro meccanico.