VERBANIA – 01.05.2018 – Cinque in Ossola, uno nel Verbano.
Baceno, Bannio Anzino, Cambiasca, Premosello Chiovenda, Varzo e Vogogna sono gli sportelli del Banco Bpm che chiuderanno entro il 30 giugno. La decisione, già comunicata a sindacati e clientela, rientra nel piano di riassetto della banca che, l’anno scorso, è stata oggetto della maxifusione tra il Banco popolare (unione delle ex popolare di Novara, Verona e Lodi) e la Banca popolare di Milano. Un piano che nell’immediato si porta via, in totale, 314 filiali e che coinvolge 780 dipendenti, ma che prevede un ulteriore passo entro fine anno, con un taglio di altri 280. Questi ultimi sono i doppioni delle due reti integrate; i primi sono micro o mini-uffici con uno-due dipendenti che hanno scarsa redditività rispetto ai costi di personale e di conduzione degli immobili. La “dieta” di quelli che un tempo erano i presidi della Bpn, l’altra banca del territorio insieme alla popolare di Intra, rispetta la logica dell’attuale mondo bancario che tra fusioni e ristrutturazioni sta significativamente riducendo gli sportelli al pubblico. Che, nel caso del Vco, sono però anche servizi in realtà montane, spesso disagiate.
