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VERBANIA – 16.05.2018 – “Si è in procinto di fare cattiva informazione”.

È un contropiede, usando una metafora calzante in questo contesto calcistico, quello con cui il senatore della Lega Nord Enrico Montani replica alla trasmissione tv “Le Iene”. Venerdì scorso l’inviato del programma di Mediaset Andrea Agresti è salito in Valstrona per incalzarlo sui debiti del Verbania calcio 1959 non pagati e già oggetto di un servizio nel 2013. Il faccia a faccia col deputato era previsto come replica alle interviste rilasciate nelle settimane addietro da chi chiede di essere saldato per pendenze vecchie di anni. Montani non ha raccolto l’invito, s’è limitato a qualche battuta e se n’è andato in auto. A mente fredda, e in attesa che la puntata sia montata e messa in onda, con un comunicato stampa ha preso le distanze su quella che, ritiene, appunto, “cattiva informazione”. “Allo stato attuale abbiamo restituito la maggior parte di quanto dovevamo e continueremo su questa strada fino al termine – dichiara, anche a nome della moglie Francesca Pangallo, amministratrice del club calcstico –. Negli anni della gestione del Verbania 1959 abbiamo certamente commesso degli sbagli, alle cui conseguenze non mi sto sottraendo. Sbagli che sono stati originati, soprattutto, dal fatto di esserci affidati a persone sbagliate che ci hanno ingannato. Tutto questo lo abbiamo già dimostrato, carte alla mano, anche alle Iene, che però preferiscono cercare clamore. Sono convinto che l’inviato di Mediaset abbia perso l’occasione per realizzare un servizio in cui avrebbe potuto far luce su una vicenda complessa, osservandola da tutti gli angoli. Una vicenda che non è andata così come, credo, sarà mandata in onda”.

Tornando ai debiti, Montani rivendica di averci messo “la faccia e i soldi”: “ogni mattina posso alzarmi e guardami con serenità allo specchio”, afferma spiegando che “da anni, anziché scegliere la più comoda strada del fallimento societario, io e la mia famiglia ci stiamo facendo carico, non senza sacrifici per i nostri figli, di pagare i debiti dell’ex Verbania 1959”.

Sul fallimento, procedura che non estingue gli eventuali debiti di una società, che peraltro non sono personali degli amministratori trattandosi di una srl, va ricordata la pronuncia del tribunale di Verbania che il 27 maggio 2015 aveva respinto l’istanza avanzata da due creditori ritenendo che, per volume d’affari in rapporto anche all’entità del debito non ci fossero le condizioni di legge per decretare il fallimento, contro il quale la società aveva comunque resistito in tribunale.