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VCO- 10-08-2018- C'è molta confusione sulle

modalità, tempi, costi ed esiti del passaggio refredario che potrebbe portare il Vco in Lombardia, il giudice di pace Carlo Crapanzano in questa intervista ci aiuta a capire meglio cosa potrebbe succedere:

Il Consiglio dei ministri del 8 agosto ha indetto il referendum consultivo per il 21 ottobre per l'eventuale distacco della provincia del Vco dal Piemonte e l'aggregazione alla Regione Lombardia. Quali sono i prossimi passi?

“E' necessario al più presto un Decreto del Presidente della Repubblica che verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per l'indizione ufficiale del voto del 21 ottobre”.

E' necessario il quorum?

“E' necessario non un semplice quorum ma un doppio quorum. Affinché il referendum sia valido sono necessarie due importanti condizioni. La prima condizione è che si rechi a votare la metà più uno degli aventi diritto al voto. Ma non basta. E' ulteriormente necessario che il SI al referendum sia stato votato dalla metà più uno degli aventi diritto al voto e non semplicemente dei votanti. Se ad esempio hanno diritto al voto duecentomila persone, innanzitutto deve recarsi a votare centomila più un elettore, ma il SI deve avere il numero di centomila più un elettore e non la semplice maggioranza dei Si rispetto ai NO”.

Quale sarà il testo del referendum?

“Il testo sarà questo: "Volete che il territorio della provincia del Verbano Cusio Ossola sia separato dalla regione Piemonte per entrare a far parte integrante della regione Lombardia?"

Se il referendum è valido che succede?

“L'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione proclama il risultato e ufficializza la sua validità. A quel punto il Presidente del Consiglio dei ministri ne dà notizia sulla Gazzetta Ufficiale e nei successivi sessanta giorni il Ministro dell'Interno redige un disegno di Legge che trasmette al Parlamento per l'approvazione della Legge”.

Ma è previsto un referendum anche della Regione Lombardia che approvi l'entrata eventuale del Vco nella Regione?

“L'art. 44, terzo comma, della Legge 352/1970 è tuttora in vigore e prevede appunto che i cittadini lombardi debbano votare per accogliere o meno la nuova provincia del Vco. Tuttavia, a seguito della modifica del secondo comma dell'art. 132 della Costituzione, avvenuta nel 2001, si ritiene che non sia più necessario il referendum regionale della Lombardia perché la Costituzione ovviamente prevale sulla legge ordinaria e il parlamento, prima di approvare la legge a seguito del referendum consultivo, deve sentire il parere (non vincolante) dei due consigli regionali di Piemonte e Lombardia. Si ritiene che basti questa richiesta di parere non vincolante.

Se il parlamento approva la legge, viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e il Vco farà parte della Lombardia”.

Quali saranno in pratica le conseguenze se il Vco passa alla Lombardia?

“Le competenze della Provincia non cambieranno. Ma la Regione di riferimento sarà la Lombardia ovviamente e non più il Piemonte. Diventeremmo la tredicesima provincia lombarda. Significa ad esempio che l'addizionale regionale irpef cambierà (in Lombardia l'addizionale irpef è minore e i lombardi pagano meno dei piemontesi) e che per esempio tutto ciò che riguarda le cave del Vco passerà alla Lombardia. Così come i canoni idrici e così via”.

Gli organi amministrativi come cambieranno?

“Non ci saranno grandi rivoluzioni per gli uffici pubblici amministrativi. Il discorso potrebbe, ma solo potenzialmente, interessare la competenza dei Tribunali o delle Corti di appello. Ma non è detto. La geografia giudiziaria territoriale potrebbe restare immutata e la Corte d'Appello di riferimento di Verbania potrebbe continuare a essere Torino (anche se auspico diventi Milano nel caso di vittoria del SI). Sarà il Parlamento eventualmente a cambiare la geografia giudiziaria, ma non è detto. Anche oggi ci sono paesi della provincia di Novara ad esempio come Arona il cui Tribunale di riferimento è Verbania e non Novara”.

Un parlamentare della nostra provincia ha fatto un'interrogazione parlamentare urgente chiedendo chi pagherà i costi del referendum.

“La legge 352/1970 è chiara al riguardo. L'art. 53 quarto comma pone a carico della provincia di Verbania tutte le spese del referendum. Sono a carico dello Stato solo i referendum abrogativi e i referendum costituzionali. E non è questo il caso. Non era necessaria alcuna interrogazione parlamentare e per lo più urgente”.

Ma la provincia di Verbania, a dire del presidente Costa, non ha i quattrocentomila euro necessari per le spese del referendum. Quale potrebbe essere la soluzione?

"Guardi non posso sostituirmi alle valutazioni degli organi politici, ci mancherebbe. Ma la provincia di Verbania è a credito della Regione Piemonte per circa diciotto milioni di euro per i canoni idrici. La Regione Piemonte potrebbe anticipare quattrocentomila euro per i suoi cittadini del Vco, visto che gliene deve dare diciotto milioni e permettere lo svolgimento del referendum. Sarebbe un bel segnale di democrazia e rispetto, non crede?".