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marchionini silvia

VERBANIA – 14.09.2018 – Nessuna sospensione:

il processo va avanti con un nuovo magistrato. Il giudice Rosa Maria Fornelli stamane ha respinto la richiesta di messa alla prova (lavori socialmente utili e risarcimento per estinguere il reato) che la pensionata cannobiese Franca Pedroni ha avanzato tramite l’avvocato Loredana Brizio nel procedimento per diffamazione aggravata che vede come parte offesa – e parte civile costituita – il sindaco di Verbania Silvia Marchionini (nella foto). Si tratta del procedimento per le vignette satiriche che ha già visto assolto il giovane fondotocese Lorenzo Cavazzon; e dei commenti su Facebook successivi a quel post, tra cui quello dell’imputata, che aveva definito il primo cittadino verbanese “donna immonda che si circonda di persone immonde”. Per queste affermazioni ingiuriose è stata rinviata a giudizio per il reato di diffamazione aggravata. La pensionata, sfruttando un’opportunità che la legge concede dal 2014 per i reati più lievi, ha chiesto che il procedimento si sospendesse e che si chiudesse con il proscioglimento e l’estinzione del reato al termine di un percorso di lavori socialmente utili e di un risarcimento. La messa alla prova non entra nel merito della colpevolezza ma permette, se vi sono i requisiti (non essere delinquenti abituali, né recidivi e non avervi mai avuto accesso), di uscire dal procedimento senza conseguenze. Nel caso di Pedroni i requisiti per l’ammissione sussistevano, ma il giudice non ha ritenuto di procedere perché, pur avendolo chiesto nella precedente udienza, la difesa non ha prodotto il programma di trattamento autorizzato dall’Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna), e non ha offerto un risarcimento congruo. L’avvocato Brizio ha proposto a Marchionini – che era presente oggi in aula insieme al suo avvocato Maria Grazia Medali – 500 euro (3.000 è la richiesta avanzata dal sindaco in sede di costituzione di parte civile). La parte civile li ha ritenuti insufficienti, così come il pm Anna Maria Rossi. Anche se ai fini della decisione il consenso della parte civile è ininfluente, il magistrato ha comunque deciso di rigettare la richiesta di messa alla prova. Poiché nello stesso procedimento il giudice Fornelli ha già sentenziato giudicando Cavazzon, s’è dichiarata incompatibile rimettendo il fascicolo al presidente della sezione penale. Il 28 settembre verrà letta l’ordinanza che l’assegna a un nuovo giudice per portarlo a termine.