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VERBANIA - 25.09.2018 -  Il più grande mistero della matematica, che un po' riguarda anche Verbania,

sarebbe stato risolto. Condizionale più che obbligatorio quando c'è di mezzo l'ipotesi di Riemann, visto che sono 159 anni che le menti più brillanti dell'universo numerico si scervellano per "svelarla".  Sinora inutilmente. Sennonché un matematico 90enne, uno dei più grandi del nostro tempo, l'inglese sir Michel Atyah, ha annunciato alla platea dell'Heidelberg Laureate Forum, d'aver trovato soluzione a quello che è e che resta uno dei problemi più complessi e affascinanti della matematica.
Come riferisce all'Ansa il matematico italiano Claudio Bartocci, dell’Università di Genova; c'è un certo scetticismo al riguardo: “Personalmente mi lascia piuttosto perplesso e sconcertato. Non ci scommetterei. Al momento non c’è ancora alcuna pubblicazione scientifica. Michel Atyah è uno dei più grandi matematici viventi – ha aggiunto – mi dispiacerebbe se, a 90 anni, questo annuncio sminuisse la sua fama”.

La congettura che fu formulata dal tedesco Georg Friedrich Bernhard Riemann (1826 – 1866) nel 1859,  è strettamente connessa ai numeri primi e la sua comprensione richiede più di qualche base matematica. Le sue applicazioni vanno dalla meccanica quantistica alla crittografia ed è perciò che nella comunità scientifica non manca chi sostiene che una sua risoluzione porterebbe più problemi che benefici visto che potrebbe consentire (e su questo punto non tutti sono d'accordo) di fornire la chiave per i codici crittografati (basati su numeri primi molto grandi) su cui si fonda gran parte del mondo digitale: dai codici di sicurezza delle carte di credito, ai segreti di stato.

L'ipotesi di Riemann divenne celebre solo dopo la morte del matematico, avvenuta il 20 luglio del 1866 a Verbania, a Biganzolo (allora comune di Selasca). Malato di tubercolosi, Riemann negli ultimi anni della sua vita fece diversi viaggi in Italia per godere del clima favorevole, la morte lo colse mentre soggiornava a Villa Zust (allora Villa Pisani, poi diventato un istituto religioso, oggi chiuso). Fu sepolto nel cimitero di Biganzolo. Oggi la sua tomba non esiste più: distrutta durante alcuni lavori di ristrutturazione, il corpo del matematico finì in ossario. Resta però una lapide, meta di un vero e proprio pellegrinaggio da parte di matematici di mezzo mondo, vi è scritto: "Qui riposa in Dio Georg Friedrich Bernhard Riemann, professore a Gottinga, nato a Breselenz il 17 settembre 1826. Morto a Selasca il 20 luglio 1866. Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio".
Per onorarne la memoria, a Intra negli anni passati si sono tenuti diversi convegni dedicati a Riemann con ospiti molto importanti. La città ne ricorda il passaggio col nome di una via, a Intra.

Antonella Durazzo