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BELGIRATE - 21.02.2019 - L'ex sindaco e presidente dell'Anpi

a processo per aver criticato su Facebook messaggi riconducibili al nazismo. Diffamazione aggravata è il reato per il quale Flavia Filippi, attuale consigliere comunale (e provinciale) è stata rinviata a giudizio dalla Procura di Verbania. Il pm Sveva De Liguoro le contesta alcuni commenti sul social network pubblicati sul suo profilo e sulla pagina "Belgirate Viva" all'indomani della notizia che l'attuale giunta guidata da Valter Leto aveva conferito l'incarico di addetto stampa a una giornalista. Giornalista che, sempre sul medesimo social network, aveva pubblicato due fotografie giudicate quantomeno discutibili da Filippi. "Cari belgiratesi, la geniale Amministrazione di Belgirate ha pensato bene di impegnare 5.500 (cinquemilacinquecento) euro per conferire l’incarico di Addetto alla Comunicazione (!!!???) ad una persona che non conosce la Storia ed ha il coraggio di pubblicare sul suo profilo Facebook foto inaccettabili come queste. La prima foto mostra un dettaglio del cancello del campo di concentramento di Buchenwald. Nella seconda, la torta riporta la scritta: 'per il compleanno del nostro Fuhrer'. Niente male per un paese che si onora di due Martiri cui è stata conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare. L'indignazione non può più bastare".

A sporgere querela alla Filippi, che è difesa dall'avvocato Canio Di Milia e che sarà in tribunale il 20 giugno, è stata la persona che doveva ricevere l'incarico dal Comune. Incarico che poi non s'è concretizzato. "Non intendo commentare la vicenda, anche per rispetto della magistratura che mi dovrà giudicare - commenta Filippi in una nota stampa -. Posso solo affermare con forza, quale Consigliere Comunale e Presidente Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Anpi sezione del Vergante, che continuerò come ho sempre fatto, anche nella circostanza evidenziata, a difendere i valori dell'antifascismo che stanno alla base della nostra Costituzione e della nostra democrazia. Continuerò a segnalare come ho sempre fatto, perchè mio dovere di cittadina della Repubblica Italiana che si riconosce nei valori dell'antifascismo, qualunque comportamento, fatto o atto che diffonda e promuova ideologie totalitarie che la Storia ha condannato per sempre, e sulle quali siamo chiamati tutti a vigilare giorno per giorno".