1

sacc

VERBANIA – 26.04.2019 – È partita dal Vco,

ha attraversato sei regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Toscana) e, passando dal porto di Genova, ha raggiunto il Vietnam l’inchiesta che ha permesso ai carabinieri forestali di scoprire una rete di distribuzione di sacchetti alimentari non biodegradabili. È la negazione della filosofia plastic free che sta prendendo piede –in conseguenza alla consapevolezza dei danni prodotti dall’inquinamento da microplastiche a fiumi, laghi, mari e oceani– nel mondo occidentale e che l’Ue (e anche da produttori e grandi catene di distribuzione) ha tradotto nella messa al bando di tutti gli involucri non biodegradabili. È anche un business che si calcola in millesimi. Sono 6, ovvero la differenza tra i 9 dei prodotti autorizzati e i 3 di quelli fuorilegge, quelli che si possono lucrare su ogni sacchetto. Il milione di pezzi sequestrati dai carabinieri forestali del Vco valgono valgono 9.000 euro; se comprati omologati si sarebbero spesi 3.000 euro. Ciascuno, al di là del calcolo del danno ambientale, può stabilire se a ogni singola attività sanzionata sia convenuto o convenga rischiare verbali e provvedimenti.