1

    Torre Rubeis

    SANTA MARIA MAGGIORE - 11-07-2019 - Due giorni di viste guidate, sabato 14 e domenica 15, alla Torre del XIV secolo della famiglia Simonis, a Santa Maria Maggiore. L'organizzazione è del Fai, la presentazione è a cura dell’architetto Giovanni Simonis. La Torre di Casa Simonis è un complesso di grande interesse storico e architettonico, con una collezione privata di 141 preziosi disegni che rappresentano rilievi e ricostruzioni delle antiche case della Valle Vigezzo.
    La presentazione si accentra al salone cinquecentesco al primo piano della casa con visita della torre del XIV secolo.

    Scrive Giovanni Simionis: "Dopo l’anno 1000 il vigoroso sviluppo delle attività produttive e commerciali in Italia e in Europa, con il concomitante innalzamento della temperatura, ha una influenza significativa nelle Alpi, che godranno di un periodo definito da Paul Guichonnet, dell’università di Ginevra, età d’oro o rinascimento alpino. Il trasporto attraverso i passi diviene una delle più remunerative attività per gli abitanti. A Craveggia una torre, costruita sull’altura ancora denominata Motto della torre, non era più sufficiente a svolgere il ruolo di casa forte, cioè di luogo atto a conservare e proteggere le merci trasportate. Dal XII al XIV secolo alcune famiglie si trasferiscono quindi vicino all’antica chiesa romanica di Santa Maria Maggiore ed al prato dove il 6 gennaio si riunivano i consoli delle comunità di vicini della valle. La potente famiglia dei de’ Rubeis, che contendeva ai de’ Balchonus i diritti di gestione dei trasporti delle merci si insedia a ovest della chiesa, costruisce la propria casa e una torre con, per la sosta dei muli e dei cavalli, una stalla e un grande cortile (50 m x 25 m) circondato da un muro di pietra e controllato all’angolo opposto da un’altra torre più piccola. Nel 1415 in aderenza alla torre viene costruita la sede della Pretura. Nel 1487 i Giramì o Federati, mercenari al seguito dei vallesani che invadono l’Ossola, prima di essere respinti da Renato Trivulzio, danneggiano parte dei fabbricati. Nel corso dei restauri del 2014 sono state individuate tracce dell’antico incendio che ha interessato le travi del tetto della torre. Nel 1625 la parte verso la corte militare è abitata dal Capitano Gian Giacomo Peretti di Finero, che comanda i 105 soldati a difesa della valle.
        La famiglia de’ Rubeis si estingue nel settecento e la linea ereditaria passa alla D. (domina) Maria Elisabeth de’ Rubeis (1678-1761), moglie del D. (dominus) Gio Battista de’ Simonis di Vallario.
        Il complesso è di grande interesse storico e architettonico, certamente il monumento storico più importante della Valle Vigezzo: il disegno rappresenta il prospetto nel 1909: la struttura originaria è integrata da finiture e decorazioni del XVIII secolo.
        Nella casa e nella torre più grande è ora collocata una collezione privata di 141 preziosi disegni che rappresentano rilievi e ricostruzioni di circa cento bellissime antiche case della valle Vigezzo".