1

carigi davide

BEURA CARDEZZA -12-12-2019 - Dalle "sardine",

ai sindaci in piazza a sostegno di Liliana Segre, alle questioni ambientali il primo cittadino di Beura Cardezza, Davide Carigi interviene su alcuni dei temi di più stretta attualità.  

Voglio andare contro corrente e come ho sempre fatto non mi voglio accodare all’atteggiamento più diffuso e conveniente del momento nell’appoggiare iniziative al sostegno della solidarietà della Senatrice Liliana Segre, non perché il dramma vissuto dalla signora non meriti la giusta stigmatizzazione, ci mancherebbe, nessuno sano di mente può negare ciò che accadde, nè si può giustificare il livore di chi dopo settant’anni anni si scomoda a negare una tragica verità come quella della Shoah e ad addossare colpe e responsabilità di non meglio specificati fatti che sarebbero alla base delle moderne miserie umane. Voglio invece prendere spunto da ciò per rimarcare il fatto che si organizzano battaglie e manifestazioni per sostenere l’ovvio e nel contempo si ignorano problemi sociali la cui gravità dovrebbe essere all’attenzione di tutti, popolazione ed istituzioni. Ormai disoccupazione, crisi economica e valoriale stanno passando in secondo piano, a favore della banalizzazione del passato e del prosperare di insane fantasticherie. Mi spiego, oggi  alcuni sostengono che uno dei maggiori  problemi che affligge la società italiana sia il fascismo, persino molti  Sindaci, che sono l’emblema del pragmatismo e della visione reale della vita quotidiana, spesso sollecitati da fiacche minoranze consigliari, avvallano tali posizioni, proprio loro che gestiscono problematiche che riguardano scuole, territorio, tasse locali, traffico, anziani e minori in forte disagio, vengono incoraggiati  a predisporre deliberazioni di dubbia utilità a sostegno di falsi problemi, viene il sospetto che tutte queste campagne del “contro o a favore” vengano attivate  per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi più cogenti e reali per la vita delle persone.
L’ANCI,  associazione nazionale comuni italiani, che di questi problemi si dovrebbe far carico presso le più alte istituzioni, ha organizzato una manifestazione dal nome “ l’odio non ha futuro”, cercando di coinvolgere tutti i Sindaci e rappresentando chi per scelta o per altri validi motivi ha declinato, come  un popolo di razzisti che vanno riabilitati, dando patenti di moralità e ed adeguatezza di ispirazione, queste si,  veramente fascista .
Alla stessa stregua a mio giudizio suscita preoccupazione il movimento delle Sardine, non perché non apprezzi il fatto che si riempiano le piazze, che anzi credo sia un modo più che giusto da parte dei cittadini di far sentire la loro voce, ma mi spaventa il fatto che questi protestino contro una parte politica ed suo leader, che non sono in maggioranza al governo, bensì all’opposizione, per cui si è creata una malsana associazione tra ciò che tradizionalmente è un mezzo di protesta delle basi ed il supporto alla classe dirigente, con il conseguente corto circuito che ne deriverà, perché d’ora in avanti movimenti simpatici, ma senza idee, utilizzeranno mezzi e strategie non opportune creando ulteriore caos nella nostra società già fortemente distopica. Così facendo inoltre si metteranno  a servizio di poteri di cui ignorano le reali finalità, nel nome di quello che si potrebbe tradurre in un patetico “volemose bene”. Non sento mai  una parola su fatti, molto reali, come il degrado del territorio, la qualità della vita delle persone, su fenomeni globali come l’emergenza climatica, anch’essa trasformata in un collage dove si mischiano gas serra, animalismo e veganesimo, niente sui vasti interessi che buona parte dell’occidente ha nei confronti delle risorse africane, forse causa delle imponenti migrazioni e delle guerre (laddove ci sono ovviamente) delle carestie e della violenza che imperversa ahimè incontrollata in tutto il pianeta.
I Sindaci sono l’ultimo baluardo per la difesa della democrazia insieme a poche altre istituzioni e sono quelli che soffrono insieme al popolo ed è per questo che vorrei vedere i miei più autorevoli colleghi non prestare il fianco al “nulla” che sta avanzando, perché di questo passo la breccia si farà sempre più grande ed allora il “nulla” non potrà essere più contenuto.