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protesta pesci fiume web

VCO- 20-01-2020 - Dall'Ossola alla Val Strona,

passando per il Verbano anche nel VCO i comitati ambientalisti contro le micro-centrali idroelettriche aderiscono alla protesta dei "pesci di fiume" di sabato 25 gennaio 2020. Una giornata di mobilitazione nazionale con sit-in presidiati contemporaneamente, condivisa dalle Alpi agli Appennini "da tutti i comitati civici che da anni si battono per la salvaguardia dei torrenti di montagna, contro il proliferare “selvaggio” delle centraline del mini-idroelettrico", si legge nella nota congiunta di Salviamo il Paesaggio Valdossola, Comitato Salvaguardia e Valorizzazione torrente San Bernardino,n Comitato Terre San Giovanni e Comitato acque libere Valstrona.
"Nel Verbano-Cusio-Ossola, dove ogni anno la Provincia di Verbania autorizza decine e decine di nuovi impianti di captazione delle acque libere, senza una pianificazione organica e avveduta di queste opere private", affermano i Comitati che hanno organizzato 5 presìdi. In Ossola sul fiume Toce a Pontemaglio di Crevoladossola; al ponte romanico nei pressi di Arzalöo, dopo il paese di Oira; sul torrente Loana a Malesco, in Valle Vigezzo (comune del Parco nazionale della Val Grande) e sul rio Vasca a Craveggia di Vigezzo. Presìdi anche sul San Giovanni – foce nel Lago Maggiore, presso il parco Cavallotti al ponte della Canottieri di Intra (Verbania) e sul torrente Strona in Valle Strona (Omegna).
        
"L’appuntamento è alle ore 14,30 ed è aperto liberamente al pubblico di tutti i partecipanti grandi e piccini. L’evento sarà condiviso simultaneamente in oltre un centinaio di sit-in in tutta Italia. Verranno scattate delle foto, ritratti dei selfie e girati del brevi filmati che saranno immediatamente inviati al promotore della manifestazione: Legambiente nazionale in collaborazione con Free Rivers Italia, il coordinamento di tutti i comitati italiani per la tutela dei fiumi liberi.
Con questi sit-in si vuole attirare l’attenzione del Ministero dell’Ambiente, che lo scorso anno ha emesso il Decreto FER-1, confermando l’incentivo al mini-idroelettrico. L’incentivo di Stato è la causa principale del moltiplicarsi delle centraline e della corsa   senza regole alla concessione ai prelievi idrici, che si spinge fin nei piccoli torrenti di     montagna, ancora integri nella loro naturalità. Proprio su questi corsi d’acqua minori, la  Direttiva Quadro Acque verrebbe disattesa, causando negli ecosistemi acquatici offese ambientali irreversibili con pesante pregiudizio per la biodiversità, ed esponendo il nostro Paese ad una probabile nuova infrazione comunitaria.
Danni gravissimi, per un contributo di energia rinnovabile irrisorio e ceduto dai privati al Gestore dei Servizi Energetici ad un prezzo spropositato. Ricordiamo che l’incentivo va a vantaggio delle imprese di derivazione mini-idroelettrica ed è sostenuto dai cittadini con le bollette delle utenze domestiche, per un importo complessivo di circa 1.301 milioni di    euro all’anno, garantito ai produttori per più di vent’anni (fonte GSE - 2018).

La mascotte dell’evento è un tipico pesce presente anche nei nostri fiumi, protetto dalle normative europee e italiane perché a rischio estinzione: è il Cottus gobio, comunemente conosciuto come “scazzone”, localmente anche detto böet".