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VERBANIA – 26.01.2020 – Un minuto di silenzio

nel momento esatto in cui, quattro anni fa, Giulio Regeni è uscito per l’ultima volta di casa. Così Verbania, alle 19,41 di ieri sera, ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica il caso del ricercatore italiano sequestrato nel 2016 al Cairo, torturato per giorni, ucciso e lasciato in un fosso a bordo strada. La vicenda giudiziaria è lontana dall’essere definita, anche se per i magistrati italiani sono chiare le responsabilità degli apparati di sicurezza egiziani, che da mesi tenevano sotto controllo il giovane friulano, forse perché lo ritenevano una spia. Un’impasse politico-diplomatico impedisce di far luce su questo caso, per il quale si batte Amnesty international. Sono stati i rappresentanti del gruppo locale 096 di Amnesty international ad organizzare la manifestazione in piazzale Flaim, posizionando nuovamente lo striscione “Verità per Giulio Regeni” che era stato strappato dal maltempo di agosto.