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VERBANIA - 28-02-2020 -- “Continueremo a tutelare

gli interessi dei risparmiatori traditi”. Così Ettore Francioli, presidente della sezione locale del Movimento difesa del cittadino, accoglie la notizia che il processo agli ex Veneto Banca è stato trasferito da Verbania a Treviso, tribunale competente territorialmente. La decisione è stata comunicata dal gup Beatrice Alesci martedì, nell’udienza che s’è tenuta nel foyer del teatro Maggiore, a scioglimento della riserva trattenuta la settimana prima. Il magistrato ha ritenuto che il luogo in cui debbano essere giudicati i 41 tra dirigenti e funzionari dell’allora Veneto Banca accusati di truffa aggravata in concorso per 139 operazioni di vendita di azioni e obbligazioni spazzatura a 43 clienti, sia Treviso, dove aveva sede l’istituto di credito.

Per l’Mdc, che era stato ammesso parte civile sia con la sezione locale sia con quella nazionale, la notizia non è positiva. Trasmettere gli atti a Treviso significa dilatare i tempi e non è nemmeno detto -anzi, è probabile il contrario visti gli indirizzi presi in altri casi simili dalla Procura trevigiana- che vengano chiamati in causa, con gli stessi capi di imputazione e secondo l’accusa tratteggiata dal pm verbanese Sveva De Liguoro (una sorta di piano tra direzione e filiali per rifilare a tutto spiano prodotti tossici ai clienti), i medesimi imputati. Senza contare l’avvicinarsi della prescrizione.

”Non possiamo che prendere atto della decisione del Gup – aggiunge il fiduciario del movimento, avvocato Clarissa Tacchini –, che peraltro si adegua a quanto già disposto in modo analogo dal Tribunale di Roma. Si ringrazia comunque per il lavoro svolto con attenzione e perizia dal pubblico ministero dottoressa Sveva De Liguoro e dalla Guardia di Finanza che ha consentito l'istruzione del procedimento penale. Siamo comunque soddisfatti di come si sia evoluto il procedimento penale. Attendiamo le motivazioni e ci faremo parte attiva affinché il procedimento venga riassunto con rapidità avanti al Tribunale di Treviso”.