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lucio pizzi

DOMODOSSOLA – 01-06-2020 - Anche la ricorrenza

del 2 Giugno, come quella del 25 Aprile, non potrà essere interessata da manifestazioni pubbliche nel rispetto delle misure di contenimento epidemiologico. Ma il sindaco di Domodossola Lucio Pizzi rivolge comunque ai domesi un saluto in occasione della Festa della Repubblica.

“Ritengo doveroso, perlomeno, dedicare un pensiero all’anniversario di questa nostra Repubblica che si dibatte tra difficoltà e incertezza ma resta, e resterà, un punto fermo della nostra esistenza. Come lo è dalla sua nascita, il 2 Giugno dell’ormai lontano 1946 – scrive Pizzi - Molte notti della Repubblica ci sono state da allora e, purtroppo, anche molti periodi bui. Ma, in parallelo, c’è stata la sua crescita, il suo sviluppo, il suo rinvigorirsi costantemente sugli imprescindibili fondamenti costituzionali. E nella nostra Repubblica ci siamo noi cittadini, un popolo che ha la fortuna di vivere in democrazia. Dobbiamo essere coscienti, però, che la democrazia non è sempre granitica: è una pianta, un fiore, un frutto delicato e dobbiamo essere, sempre, pronti ad accorrere in sua difesa. Giorno dopo giorno, con il rispetto delle regole, con i comportamenti virtuosi, con l’esempio per le giovani generazioni perché sappiano, in ogni momento, che fortuna è riservata a chi vive in un regime democratico. Questo 2 Giugno senza pubbliche manifestazioni, senza il concerto del Civico Corpo Musicale a celebrare l’anniversario, non ci deve far perdere di vista il valore della Festa della Repubblica: dobbiamo avvertire che questa è una festa di popolo, una festa di libertà, una festa di autodeterminazione, una festa di democrazia. Come per il 25 Aprile, anche per questo 2 Giugno dobbiamo fare in modo che, nel suo essere virtuale, sia ancora più profonda la riflessione sui significati dell’anniversario. Cogliamo questo momento di buio, di limitazione dei rapporti sociali, per ripartire con piglio nuovo, migliorati e motivati, nel rispetto e nella considerazione dei valori e delle priorità. Dobbiamo avere fiducia e speranza, come la ebbero i padri fondatori di questo meraviglioso ordinamento della nostra Italia. E, sul tema dell’aspettativa, vorrei condividere questa frase di Georges Bernanos: “Per incontrare la speranza, bisogna andare al di là della disperazione. Quando si va alla fine della notte si incontra una nuova aurora”. Anche questo buio della nostra Repubblica passerà… Arriverà l’alba… Buon 2 Giugno Domodossola”.