1

porto stresa

STRESA - 01-06-2020 -- Un’apertura giornaliera,

un approdo per i turisti che, in motoscafo o barca a vela, volessero sbarcare a Stresa e godersi qualche ora in città. È questo il futuro prossimo (forse già per la stagione in corso) che il sindaco Giuseppe Bottini immagina per il porto della perla del Verbano, croce e delizia di una comunità che lo attende da decenni (dagli anni ’90). I lavori, iniziati nel 2003, sarebbero in teoria conclusi ma l’opera, che si trascina da tempo e che ha avuto diverse traversie, è “impantanata”. Il 24 marzo dell’anno scorso il forte vento che spirava sul golfo Borromeo danneggiò i pontili (fortunatamente vuoti) staccandoli dagli ancoraggi, bloccando di fatto collaudo e apertura. Il Comune commissionò una perizia che indagasse sull’evento meteorologico alla ricerca delle cause e delle possibili soluzioni.

Ed è all’esito di questa perizia dell’ingegner Davide Poggi del Politecnico di Torino che Bottini “apre” a un possibile utilizzo del porto in tempi brevi. “Solo di giorno, per approdi temporanei, e solo quando le condizioni del lago lo consentono” – conferma il sindaco di Stresa, che ha avuto rassicurazioni dai collaudatori sull’autorizzazione, ancorché non definitiva. E qui sta il nodo perché il consulente tecnico, individuando la causa dell’incidente del 2019, ha spiegato che potrebbe ripetersi. Poiché il porto ha la bocca a nord, esposta al Maggiore (il più forte vento del lago) e ha forma allungata, in condizioni meteo ordinarie -perché tale è stato definito il fortunale del marzo 2019, che si può verificare di media ogni due anni- e con lago basso, si verifica la condizione per la quale, nel bacino, le onde fanno risonanza e aumentano di intensità anche più che all’esterno. Secondo il perito la causa è da ricercare nella paratia metallica installata a poche decine di centimetri dai muri. La paratia, forata, lascia passare l’acqua che, respinta dal muro, torna con un’onda più forte di prima. Il tecnico suggerisce di chiudere i buchi della paratia e/o di intervenire sul muro in modo che assorba maggiormente l’onda. Comunque ogni soluzione -questa è la conclusione- passa per la costruzione di un modellino in scala del porto su cui effettuare simulazioni e prove fisiche. “Vedremo che cosa fare, aspettiamo le indicazioni dei tecnici” – commena il sindaco che, confermando la volontà di aprire alle barche, almeno parzialmente “con tutte le precauzioni, lasciando la sosta temporanea e chiudendo in caso di maltempo”, rimanda la discussione: “porterò l’argomento in Consiglio comunale”.