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gallo bernardino coop nero

DOMODOSSOLA- 03-06-2020-- Soddisfazione di Sos Ossola

per la richiesta del sindaco domese Lucio Pizzi, ad emergenza ormai conclusa, di riaprire il Punto Nascite al San Biagio: "Sento la necessita di esprimere alcune mie brevissime considerazioni sulla richiesta formale del sindaco di Domodossola di riapertura del Punto Nascite al San Biagio di Domodossola.

Non avevo mai avuto dubbi sulla buona fede del sindaco di Domodossola Lucio Pizzi e nemmeno dell’assessore regionale e del direttore generale dell’ASL 14 vco, ma conoscevo bene alcuni personaggi all’intermo dell’ASL che erano incaricati di seguire la vicenda Punto Nascite, personaggi che sono sempre stati contro non solo il punto nascite, ma contro l’intero ospedale San Biagio poiché i loro attacchi indebolivano o cancellavano l’area materno infantile che è una delle peculiarità, insieme a Medicina e Chirurgia e relativi “supporti” per un ospedale degno di tale nome e con D.E.A. che deve assolutamente avere tali requisiti e servizi.

Mi ero permesso di esprimere questa mia preoccupazione per i soggetti coinvolti al direttore generale dr. Angelo Penna.

Torno a questa richiesta del Sindaco di Domodossola che rappresenta una svolta importante e una prima vittoria che non è per niente merito mio ma di una mobilitazione popolare con tantissimi altri. Coloro che hanno "firmato" utilizzando il gruppo SOS OSSOLA Cusio e Verbano, quelli che hanno aderito al già numeroso gruppo ma rafforzandolo maggiormente e del Nuovo Comitato Mamme 2020 che si sta formando e che credo sia stata la chiave di volta per questa prima importante tappa in difesa di questa trascurata periferia di montagna e di confine.

Spero che il Nuovo Comitato Mamme 2020 si organizzerà al più presto per essere strumento di rivendicazione per avere in Ossola, all’ospedale San Biagio, non solo la riapertura del punto nascite ma una presenza concreta e consistente di strutture, attrezzature e personale dell’area materno infantile senza che vi sia più la politica di dirottamento dal San Biagio al Castelli che tanto disagio ha comportato per le partorienti e loro familiari oltre che produrre la cosiddetta mobilità passiva verso altre strutture del Piemonte ma anche della Lombardia.

Rammento che solo una differente politica e gestione della sanità che abbandonando il neocentralismo che ha falcidiato gli ospedali soprattutto di periferia, lavori per una rete integrata tra ospedali di secondo livello e primo per garantire la qualità e, questi secondi con le strutture territoriali e i medici cosiddetti di famiglia pediatri compresi".