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tribunale aula a vuota

VERBANIA - 03-06-2020 -- Che fine abbiano fatto

gli animali, e chi li abbia rubati, resterà un mistero. Almeno per la giustizia italiana che, a cinque anni e mezzo di distanza da quel furto internazionale di bestiame in alta quota, non ha riconosciuto alcun colpevole. Oggi il Tribunale di Verbania (giudice Donatella Banci Buonamici) ha assolto dall’accusa di furto tre allevatori novaresi e, dalla ricettazione, un collega anzaschino che, secondo la polizia provinciale del Vco, erano coinvolti nella sparizione di 103 tra pecore e agnelli di un gregge da 300 capi che alcuni pastori di Saas Grund lasciavano pascolare al confine tra Italia e Svizzera. Il furto avvenne nel pomeriggio del 2 settembre 2014, in alta quota, sui monti tra la Valle Anzasca e il Canton Vallese. Non trovando un terzo dei propri capi, gli elvetici effettuarono sopralluoghi, anche con l’elicottero, notando nella stessa zona altri gruppi di ovini che parvero loro sospetti. L’indomani sporsero denuncia al commissariato di Domodossola. Le indagini condotte dalla polizia provinciale portarono alla Val Anzasca e nel Novarese. Nelle perquisizioni gli svizzeri riconobbero alcuni capi e furono anche ritrovati diversi campanacci. Dal fascicolo è nato il procedimento penale che, dopo diverse udienze, s’è concluso oggi con l’assoluzione. È stato lo stesso pm Anna Maria Rossi, alla luce dei soli elementi indiziari elementi emersi nel dibattimento, a concludere che non era stata raggiunta la prova della colpevolezza degli imputati, come ha accertato il giudice.