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bambina prato gomito

DOMODOSSOLA – 30-06-2020 – Il sindaco

di Domodossola Lucio Pizzi interviene sulla questione centri estivi 0-3 anni con un comunicato stampa: “Il lockdown ha fermato praticamente tutto il Paese per un lungo periodo. L’Ufficio Servizi Sociali, invece, ha dovuto implementare il proprio impegno su numerosi fronti, impegno reso estremamente difficoltoso dalle misure di contenimento dell’emergenza - si legge nella nota - Inoltre, nonostante numerose preoccupazioni, perplessità e problematiche organizzative l’Ufficio Servizi Sociali, dalla fine di maggio, ha provveduto alla programmazione dei Centri Estivi Comunali per i ragazzi da 3 a 16 anni, nell’assoluta osservanza di tutti i restrittivi parametri imposti dalle direttive. In quel momento nessuna notizia era giunta dal Governo per i bambini da 0 a 3 anni e così la professionalità degli educatori dell’Asilo Nido Comunale era stata messa a disposizione dei Centri Estivi 3 - 16 anni, su base volontaria e fino al 24 luglio, data in cui ogni anno l’Asilo Nido chiude per riaprire a settembre”.

“Solo all’undici giugno arrivano indicazioni anche per la fascia da 0 a 3 anni, indicazioni che in realtà non prevedono la riapertura dell’Asilo Nido ma la possibilità di organizzare centri estivi anche per i bambini più piccoli – continua il comunicato del sindaco - I posti che potenzialmente avrebbero potuto essere resi disponibili a seguito di una precisa progettazione e di rigidi protocolli, come da disposizioni, sarebbero stati molto limitati e, per essere corretti, non avrebbero potuto essere riservati agli attuali utenti dell’Asilo Nido ma a chiunque ne facesse richiesta. Dovremmo però innanzitutto chiederci se ha davvero senso progettare centri estivi per bambini così piccoli quando non vi è ancora una sola parola su quanto accadrà a settembre, momento in cui dovrebbe riaprire l’Asilo Nido. Infatti, per pervenire alla riapertura dell’Asilo Nido in assoluta sicurezza e nel rispetto dei processi educativi intrinseci della fascia d’età, si rende necessario al più presto un sistema di valutazione e di organizzazione che consenta l’applicazione di misure precauzionali rimodulabili in base all’evoluzione dello scenario epidemiologico, sistema che comporta tempo e risorse umane. Forse si è dimenticato che l’Asilo Nido è un luogo dall’importante valenza educativa, un luogo di socializzazione dove anche un bimbo molto piccolo ha potenzialità da sviluppare. I bambini vivono con difficoltà il distacco dai genitori ma qualcuno, evidentemente, non ha la minima idea di quali siano i bisogni di questa fascia di età. La prova è data dal fatto che il rapporto educatore – bambini è uguale a quello dei più grandi, 1 educatore ogni 5 bambini. Nessuno si è posto il problema di quanto bambini così piccoli abbiano bisogno di contatti, coccole, cure. Nessuno ha pensato che un educatore che indossa la mascherina è privato di buona parte della sua possibilità di relazione, senza parlare dei ragionevoli dubbi sul delicato momento della somministrazione dei pasti. Nessuno si è posto il problema di come potrebbe essere davvero vissuta dai piccolini l’esperienza in queste sale di custodia. Per tutte le motivazioni di cui sopra, la Responsabile del Servizi Sociali ha evidenziato all’Amministrazione Comunale, con grande senso di responsabilità, l’oggettiva impossibilità di attivare, in tempi brevi e per un periodo così limitato, un centro estivo comunale per i bambini da 0 a 3 anni che rispondesse davvero a criteri di coscienza e sicurezza”.

“Mi vedo costretto a ricordare al PD domese che la Responsabile dell’Ufficio Servizi Sociali è la stessa persona che proprio loro, durante l’ultimo Consiglio Comunale, hanno proposto per un encomio: non credo ci sia altro da dire sulla grande professionalità e la profonda dedizione che ha sempre dimostrato nel suo ruolo e, di conseguenza, sull’affidabilità delle sue considerazioni operative – conclude la nota del sindaco Pizzi - L’Amministrazione Comunale, pur a fronte delle esigenze organizzative delle famiglie, deve necessariamente tenere in prioritaria considerazione, nell’erogazione di un servizio tanto delicato, la garanzia assoluta di salute e sicurezza dei bambini e quindi, ritenendo indiscutibilmente fondate le considerazioni di cui sopra, dopo un approfondito confronto con la Responsabile e la Dirigente dei Servizi Sociali, sono giunto personalmente a valutare, anche se con profondo rammarico, che non ci fossero le condizioni indispensabili per procedere con serietà all’attivazione di un centro estivo comunale per bambini da 0 a 3 anni”.